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Ennesima aggressione al Pronto Soccorso di Frosinone. La Cisl Fp denuncia: «Situazione non più tollerabile, l’Asl intervenga immediatamente»

Il Segretario generale, Antonio Cuozzo: «È necessario verificare il rispetto dei protocolli esistenti, garantire adeguate condizioni di sicurezza per i lavoratori e individuare soluzioni organizzative efficaci che impediscano il ripetersi di episodi ormai divenuti troppo frequenti»

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La Cisl Fp Frosinone esprime forte preoccupazione e condanna con fermezza l’ennesimo episodio di aggressione verificatosi presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone.

L’accaduto

Un paziente psichiatrico trasportato dal 118 presso il nosocomio frusinate, ha aggredito un operatore del servizio di portierato colpendolo con schiaffi e calci. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di riportare la situazione sotto controllo e di evitare conseguenze ancora più gravi.

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Il commento del Segretario generale della Cisl Fp Frosinone, Antonio Cuozzo

«Purtroppo non si tratta di un episodio isolato – ha affermato il Segretario generale della Cisl Fp Frosinone, Antonio Cuozzo – Le aggressioni nei confronti degli operatori sanitari e del personale che presta servizio nelle strutture ospedaliere stanno diventando una preoccupante consuetudine, con una particolare incidenza nei casi che riguardano pazienti affetti da patologie psichiatriche. Il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Frosinone si trova quotidianamente a gestire situazioni di emergenza psichiatrica nonostante il reparto di Psichiatria del presidio sia stato chiuso da tempo e trasferito definitivamente presso l’Ospedale di Cassino. Nonostante tale assetto organizzativo e le disposizioni aziendali vigenti, continuiamo ad assistere al trasporto di pazienti psichiatrici presso il Pronto Soccorso di Frosinone anziché al loro diretto trasferimento verso la struttura di Cassino, individuata quale presidio di riferimento».

«Questa modalità operativa determina ulteriori criticità organizzative, aumenta i rischi per il personale e comporta successivi trasferimenti effettuati mediante ambulanze private, con costi aggiuntivi a carico dell’Asl e, quindi, della collettività. Non si comprende la ragione per cui tali pazienti non vengano indirizzati direttamente verso la struttura competente, evitando inutili passaggi che aggravano il lavoro degli operatori e aumentano l’esposizione a situazioni di pericolo. Rinnoviamo la nostra solidarietà all’operatore aggredito e a tutto il personale quotidianamente impegnato in prima linea, chiedendo all’Azienda Sanitaria un intervento immediato e risolutivo. È necessario verificare il rispetto dei protocolli esistenti, garantire adeguate condizioni di sicurezza per i lavoratori e individuare soluzioni organizzative efficaci che impediscano il ripetersi di episodi ormai divenuti troppo frequenti. La tutela della salute e della sicurezza degli operatori non può più essere rinviata», ha concluso infine Antonio Cuozzo.

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