Negli ultimi giorni la provincia di Frosinone è attraversata da una serie inquietante di episodi vandalici che colpiscono simboli religiosi, con un filo conduttore preciso: statue sacre decapitate e lasciate sul posto. Dopo i casi già segnalati nel capoluogo, ad Alatri, si registrano nuovi interventi in altri centri del territorio, facendo crescere la preoccupazione tra cittadini e autorità.

A Ceccano, nella mattinata, i carabinieri sono intervenuti in via Due Cone a seguito di segnalazioni dei residenti. Ignoti, in un orario non ancora determinato, hanno reciso la testa di una statua della Madonna di Lourdes in marmo, collocata in una nicchia votiva pubblica. La testa è stata ritrovata ai piedi della scultura, dettaglio che si ripete anche negli altri episodi.
Poche ore dopo, sempre a Ceccano, un secondo intervento ha riguardato un’edicola religiosa in via Colle Pirolo. Anche qui i vandali hanno agito con modalità analoghe, decapitando le statue di Padre Pio e di Santa Maria a Fiume, lasciando le teste nei pressi delle rispettive sculture.

Un episodio simile si è verificato in mattinata anche a Pofi, in località Molella lungo via Varane. In questo caso è stata danneggiata una statua in ceramica della Madonna del Carmine, alta circa 50 centimetri, anch’essa collocata in una nicchia votiva pubblica.
Le indagini, coordinate dalla Compagnia dei Carabinieri di Frosinone con il supporto delle stazioni locali, sono in pieno svolgimento. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, cercando eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili e verificando possibili collegamenti con i precedenti episodi avvenuti nei giorni scorsi nel capoluogo.
Il ripetersi di questi atti, concentrati in un arco temporale ristretto e con modalità pressoché identiche, lascia ipotizzare una matrice comune. Resta da chiarire se si tratti di vandalismo seriale, di un gesto dimostrativo mirato contro simboli religiosi o dell’azione di più soggetti emulativi. Secondo indiscrezioni, il cerchio si starebbe stringendo attorno all’identificazione dei presunti profanatori: le immagini di videosorveglianza avrebbero infatti fatto emergere nuovi dettagli utili alle indagini.
Nel frattempo cresce l’allarme nelle comunità locali, dove le edicole votive rappresentano non solo un segno di fede, ma anche un elemento identitario del territorio. Le forze dell’ordine invitano chiunque abbia notato movimenti sospetti a fornire informazioni utili alle indagini.


