Il panorama politico di Alatri è ufficialmente entrato in una fase di fibrillazione. Il passaggio dei consiglieri Umberto Santoro e Martina Gatta tra le fila di Patto Civico (la formazione guidata da Dario Ceci) non è solo un cambio di schieramento, ma una vera e propria sfida alla stabilità della giunta.
Il ‘tradimento’ delle Provinciali e la rottura
La miccia che ha innescato l’esplosione è stata la gestione delle scorse elezioni provinciali. Il mancato supporto del Centrodestra a Umberto Santoro ha lasciato ferite profonde: il consigliere, sentitosi isolato dalla sua stessa coalizione, ha scelto di voltare le spalle alla linea ufficiale, portando con sé Martina Gatta. Un addio che pesa come un macigno sugli equilibri numerici del Consiglio.
Cianfrocca tra l’incudine e il martello
Il sindaco Maurizio Cianfrocca, che ha provato nei giorni scorsi a ricomporre la situazione, si trova ora in una posizione estremamente delicata. La sua missione, nelle prossime ore, sarà quella di un ‘equilibrista’ impegnato a tenere insieme pezzi di un puzzle che sembrano non incastrarsi più.
Patto Civico, forte dei nuovi numeri, rivendica ora un posto in Giunta (un assessorato). Accogliere questa richiesta significa però dover togliere spazio a qualcun altro, rischiando di innescare nuove rivolte interne.
Se il Sindaco non riuscirà a trovare una quadra che soddisfi tutte le anime della maggioranza, il rischio è quello di una paralisi amministrativa o, nel peggiore dei casi, di una crisi di governo anticipata.
Una maggioranza sotto assedio
Ogni mossa del Primo Cittadino sarà osservata al microscopio: concedere troppo a Santoro e Gatta potrebbe essere visto come un segno di debolezza dagli alleati storici, mentre non concedere nulla potrebbe portare i due consiglieri a un’opposizione sistematica in aula.
Il tempo delle mediazioni è iniziato, ma il margine di errore per Cianfrocca è ridotto al minimo. Riuscirà a blindare la sua squadra o Alatri scivolerà verso un rimpasto forzato?


