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Grande partecipazione e forte emozione nel pomeriggio di domenica ad Alvito per l’inaugurazione del Parco di Villa Mazzenga, un nuovo spazio donato alla comunità dopo un lungo e articolato percorso, all’interno del progetto del Villaggio degli Emigranti.
Una presenza numerosa e sentita di cittadini, famiglie, autorità civili e religiose ha accompagnato questo momento, testimoniando quanto fosse atteso il completamento di un’opera che rappresenta non solo un intervento urbanistico, ma un vero e proprio investimento sul futuro del paese. Un sogno che partiva da lontano, addirittura dal 1994, dalla prima stesura del PRG.
Il Parco di Villa Mazzenga nasce infatti al termine di una storia complessa, fatta di idee, trasformazioni, difficoltà e impegno condiviso. Il finanziamento del Villaggio degli Emigranti risale al 2004, con l’impegno del Senatore Oreste Tofani e l’Associazione Laziali nel Mondo del presidente Luigi Bianchi. Le stesure dei primi progetti arrivano sotto l’amministrazione del Sindaco Giovanni Ferrante e Duilio Martini, con l’Assessore Enzo Maggio. Dopo varie lungaggini burocratiche, nel 2015 si forma un Comitato civico che si impone per delocalizzare l’opera, inizialmente prevista come una nuova costruzione moderna sotto il centro storico della città. L’idea è proprio di spostare l’intero progetto su Villa Mazzenga, una residenza storica privata nel cuore della città. Da questa iniziativa scaturisce nel 2016 l’apposizione di un vincolo paesaggistico da parte del Ministero che coprirà un’area di 500 ettari, ivi compresa l’area su cui inizialmente era previsto il la realizzazione della struttura degli emigranti. L’amministrazione dell’allora Sindaco Duilio Martini è quindi costretta a rivedere e riprogettare l’intera opera: questa volta il Villaggio viene dislocato in tutto il centro storico, con Villa Mazzenga cuore dell’opera, che viene quindi espropriata nel 2020 insieme al Parco annesso alla struttura.
Il 2021 vede l’inizio dei lavori di adeguamento del Parco. La neo insediata amministrazione del Sindaco Luciana Martini prende in carico l’opera da poco iniziata che sarà oggetto di diverse varianti; allo stesso tempo l’incremento dei prezzi nel settore edile renderà necessario lo stanziamento di nuove risorse per completare l’opera. Nonostante questi passaggi non avranno l’unanime consenso del Consiglio Comunale, l’opera supera tutti i passaggi fondamentali e viene finalmente consegnata a fine 2025.
Oggi, quel percorso trova finalmente compimento dando vita ad un Parco aperto a tutti: uno spazio verde pensato per accogliere bambini, giovani, famiglie e anziani, e diventare punto di incontro e di vita quotidiana.
Il Sindaco Luciana Martini esprime profonda soddisfazione per la straordinaria partecipazione registrata durante l’inaugurazione, segno concreto di un forte senso di appartenenza e di comunità.
Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione finale dell’opera: gli amministratori, i tecnici comunali, l’Architetto Romanelli e l’Impresa D’Eramo. E per le rifiniture del verde degli ultimi giorni, gli operai comunali, le associazioni e i tanti volontari. Un lavoro corale che ha reso possibile trasformare un’area incolta e abbandonata in uno spazio curato e fruibile.
Un pensiero particolare alla nostra scuola, l’Istituto Omnicomprensivo, che ha aderito al progetto “Il Parco che vorrei”: grazie al Dirigente, dott. Gianfracesco D’Andrea, agli insegnanti e un grazie di cuore alle alunne e agli alunni che, con i loro splendidi lavori, hanno reso la manifestazione ancora più significativa. Sono stati loro i protagonisti della giornata.
Il nuovo Parco rappresenta un ponte tra passato e futuro: un luogo che custodisce la memoria del territorio, anche nel ricordo dell’emigrazione che ha segnato la storia locale, e che, allo stesso tempo guarda avanti, offrendo alle nuove generazioni uno spazio da vivere, rispettare e amare.
Proprio alle nuove generazioni è affidato il significato più profondo di questa inaugurazione. Questo parco non rappresenta soltanto un’opera pubblica, ma un bene comune, destinato a crescere e migliorare nel tempo nella misura in cui sarà riconosciuto come proprio dalla comunità che lo vive quotidianamente.
Educare i più giovani al rispetto di questo spazio significa insegnare loro il valore delle cose condivise, il senso civico, la responsabilità verso ciò che appartiene a tutti.
L’auspicio è che il Parco di Villa Mazzenga diventi sempre più uno spazio di crescita collettiva: un luogo dove i bambini di oggi possano diventare adulti consapevoli, capaci di custodire e valorizzare ciò che hanno ricevuto.
Da oggi questo Parco appartiene a tutti. Preservarlo, rispettarlo e farlo vivere sarà una responsabilità condivisa e un impegno verso il futuro della nostra comunità
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