C’è una cifra che pesa come un macigno sul futuro della città: 20 milioni di euro. È questo il valore del nuovo appalto per il servizio di igiene urbana che l’amministrazione di Centrodestra guidata dal sindaco di Forza Italia Daniele Natalia ha deciso di far partire. Un atto fondamentale, che condizionerà la qualità della vita e le tasche degli anagnini per quasi un decennio, ma che secondo le forze di opposizione sta nascendo sotto il segno dell’opacità e della rinuncia alla sovranità politica.
La ‘sovranità’ delegata a Valmontone
Il primo punto dell’attacco sferrato dal centrosinistra (PD, M5S, Sinistra Italiana e Possibile) riguarda la scelta di affidare la stesura del bando a una società terza di Valmontone. Una decisione che suona come una dichiarazione di impotenza: perché Anagni non è in grado di definire autonomamente il proprio futuro ambientale?
Perché rinunciare al controllo diretto su un atto così delicato?” si chiedono le opposizioni. Delegare all’esterno la visione strategica della città non è solo una scelta tecnica, ma un segnale di debolezza politica.
Un muro contro la partecipazione
Mentre si decide come spendere milioni di euro dei contribuenti, il Comune sembra aver scelto la via del ‘blindaggio’. Nessun confronto con i cittadini, nessun dibattito pubblico, nessuna condivisione con le forze sindacali o il Consiglio Comunale. Per l’amministrazione Natalia, la gestione dei rifiuti sembra ridotta a un mero adempimento burocratico, ignorando che dietro quei numeri ci sono le tariffe pagate dalle famiglie e l’efficienza di un servizio che, negli ultimi anni, è stato tutt’altro che impeccabile.
Le richieste del Centrosinistra: meno tasse, più efficienza
Il fronte progressista non si limita alla protesta, ma mette sul tavolo alternative chiare che la Destra sembra voler ignorare:
- Revisione del Porta a Porta – Correggere le criticità del servizio in alcune zone del centro città.
- Tasse più basse – Chiedere che i proventi della vendita di plastica, vetro e carta non finiscano in un buco nero, ma vengano reinvestiti immediatamente per abbassare la TARI alle famiglie.
- Diritti dei lavoratori – Garantire che il passaggio al nuovo appalto non avvenga sulla pelle di chi il servizio lo opera quotidianamente.
“Fermatevi finché siete in tempo”
Il grido di battaglia delle opposizioni è chiaro: bisogna bloccare l’iter. Proseguire su questa strada significa, secondo PD, M5S e Sinistra, “ripetere i disastri di questi anni”. La richiesta è un ritorno alla politica con la “P” maiuscola: ascoltare i cittadini e le parti sociali prima di consegnare le chiavi della città a società terze.
Anagni merita un modello di raccolta moderno, efficiente e, soprattutto, partecipato. La Giunta Natalia deciderà di ascoltare la città o preferirà continuare a gestire 20 milioni di euro nel chiuso degli uffici, lontano dagli occhi dei contribuenti?


