Habemus claritatem! O forse no. Dopo il polverone sollevato dal coordinatore della Lega Dino Iannarilli sulla ‘trasformazione’ di Anselmo Pizzutelli da civico a Dem (LEGGI QUI), è arrivata la nota di rettifica del Partito Democratico. E, se possibile, il quadro è diventato ancora più surreale, regalandoci una perla di rara coerenza che solo all’ombra del campanile di Frosinone potevamo ammirare.
“Non siamo qui per il quartiere, siamo qui come consiglieri (di chi?)”
Il Pd tiene a precisare: Pizzutelli e la collega Maria Antonietta Mirabella non erano al congresso in rappresentanza del comitato ‘Laboratorio Scalo’. No, troppo riduttivo. Erano lì in veste ufficiale di consiglieri comunali.
Peccato che sulla targhetta della loro poltrona in Consiglio ci sia scritto, a caratteri cubitali: Lista Mastrangeli. Sì, proprio quella lista che porta il nome di Riccardo Mastrangeli, sindaco in quota Lega. Immaginate la scena: rappresentanti della lista personale del Sindaco leghista che si accomodano tra le fila del congresso PD per discutere di destre, sinistre e (forse) di come fare le scarpe alla Giunta di cui, tecnicamente, farebbero ancora parte.
L’avanguardia del paradosso: l’opposizione ‘con il logo del nemico’
A questo punto sorge il dubbio: che si tratti di una missione diplomatica segreta? Forse Mastrangeli sta preparando il terreno per un ‘campo larghissimo’ che includa il Carroccio e il Nazareno? Ovviamente no. La realtà è molto più… creativa.
Pizzutelli e Mirabella da un paio d’anni praticano lo sport preferito della politica locale: l’opposizione interna con paracadute. Criticano il Sindaco sulla mobilità, bocciano Piazzale Kambo, frequentano i congressi del Pd, ma restano saldamente ancorati alla lista che porta il nome del Sindaco. È un caso unico di ‘sdoppiamento della personalità politica’: il lunedì si fa la guerra a Mastrangeli, ma il martedì si tiene gelosamente in tasca il tesserino della sua lista.
Una coerenza così elastica da fare invidia ai contorsionisti
Il sarcasmo di Iannarilli sul ‘civismo di facciata’ era quasi un complimento rispetto alla realtà emersa con la rettifica del Pd. Qui siamo oltre il trasloco: siamo alla follia burocratica.
Andare al congresso del principale partito d’opposizione portandosi dietro il ‘brand’ del Sindaco di Centrodestra è un capolavoro di equilibrismo. È come se un attaccante dell’Inter si presentasse alla festa scudetto del Milan con la maglia nerazzurra addosso, sostenendo però di essere lì ‘a titolo personale’ perché non è d’accordo con l’allenatore.
Frosinone, dove tutto è possibile
Mentre i cittadini si chiedono se lo Scalo rimarrà pedonale o se la mobilità cambierà ancora, la politica cittadina ci regala questo spettacolo di arte varia. La domanda resta: se Pizzutelli e Mirabella si sentono così a casa tra i Dem da parteciparne ai congressi come consiglieri, cos’è che li trattiene ancora dal lasciare quella lista che porta il nome di un Sindaco della Lega che non sopportano più?
Forse la risposta è nel fascino del paradosso frusinate: restare nella maggioranza per fare opposizione, ed entrare nel Pd portando in dote il nome di Mastrangeli. Geniale. O, semplicemente, Frosinone.


