In politica il tempo non è mai una variabile indipendente, ma una dichiarazione d’intenti. E ciò che è accaduto questa mattina nel Partito Democratico di Frosinone non fa eccezione. Per comprendere la magnitudo del terremoto che sta investendo il quartier generale dem, basta guardare l’orologio: ore 9.57, arriva il primo comunicato; ore 10.05, scocca il secondo. Appena otto minuti separano il “no” del dottor Fabrizio Cristofari all’incarico di Responsabile della Sanità Provinciale dall’affondo frontale contro la gestione del circolo cittadino. Un lasso di tempo troppo breve per essere frutto di una riflessione estemporanea, ma quanto basta per svelare una regia politica lucida e una premeditazione chirurgica.
Il ‘Gran Rifiuto’ e la scusa della neutralità
Il primo atto della mattinata è il diniego formale. Cristofari, dall’alto della sua storica presidenza all’Ordine dei Medici, declina l’offerta del neo-segretario Achille Migliorelli invocando ragioni etiche e di “terzietà”. Una motivazione ineccepibile sulla carta, che però stride con la tempistica dell’offerta. Perché proporre un incarico così delicato proprio a ridosso delle elezioni Provinciali?
La sensazione, che tra i corridoi di Palazzo Iacobucci e le stanze del partito circola con insistenza, è che quella poltrona sulla Sanità fosse nient’altro che l’ennesimo tentativo di “do ut des”. Un modo per blindare il consenso di un peso massimo come Cristofari in vista del voto di domani, garantendo al PD quei voti di “fascia alta” necessari per non uscire ridimensionati dalla contesa provinciale.
Otto minuti per avere le mani libere
Ma è il secondo atto, quello delle 10.05, a rivelare il vero obiettivo del medico-consigliere. Rifiutato l’incarico, Cristofari si è immediatamente riposizionato nel ruolo di “battitore libero” (o forse di ariete). Non più un dirigente imbrigliato nei ranghi della segreteria, ma un critico feroce che denuncia un circolo del capoluogo “fermo da troppo tempo”.
L’attacco è diretto: Cristofari chiede il congresso subito, invoca una linea chiara e, di fatto, mette sotto accusa l’immobilismo della dirigenza locale a un anno dalle comunali. La velocità con cui è passato dai ringraziamenti formali alla critica politica dimostra che il “no” alla Sanità era solo il pretesto per riprendersi le mani libere. Mani libere per colpire un partito che, agli occhi di molti, appare oggi più come un campo di battaglia tra correnti (nonostante si stia facendo di tutto per nasconderlo ai più) che come una macchina da guerra elettorale.
L’ombra del patto Pizzutelli-De Angelis e il caos Provinciali
Il nervosismo che traspare da questa operazione comunicativa non nasce nel vuoto. Le fiamme all’interno del PD si sono alimentate dopo le indiscrezioni su un presunto accordo tra Anselmo Pizzutelli e il dominus Francesco De Angelis. Un “incastro” che vedrebbe lo scambio tra la candidatura a sindaco di Frosinone (in quota PD) e il sostegno massiccio di Pizzutelli e della consigliera Maria Antonietta Mirabella alle Provinciali di domani.
Questo scenario ha scatenato i “mal di pancia”. Cristofari, annusando l’aria pesante e i rischi di un accordo che potrebbe marginalizzare altre figure storiche, ha preferito chiamarsi fuori dai giochi di potere “ufficiali” per guidare l’offensiva interna.
Sullo sfondo resta l’incognita delle urne di domani per Palazzo Iacobucci. Le voci di un travaso di voti verso Forza Italia Frosinone, alimentate dai malcontenti interni al centrosinistra, si fanno sempre più insistenti. Anche se, nelle ultime ore, il vento sembra essere cambiato: il brusco calo delle quotazioni di Pasquale Cirillo rispetto a Valer Tersigni di Sora starebbe spingendo molti a un rapido “cambio di cavallo” dell’ultimo minuto: nessuno vuole sprecare un voto su un possibile candidato perdente, e la transumanza politica verso lidi più sicuri sarebbe già iniziata.
Nel frattempo, però, parrebbe che anche Pizzutelli, subodorando odore di bruciato e di promesse che potrebbero non essere mantenute, visti i tanti dissidi interni, in queste ore potrebbe aver scaricato il Pd in favore di Fratelli d’Italia. Staremo a vedere…
Un partito al bivio
Il doppio comunicato di Cristofari certifica una realtà innegabile: il Partito Democratico di Frosinone è una pentola a pressione. Il tentativo della segreteria Migliorelli di “integrare” le voci critiche attraverso le deleghe è fallito nel giro di otto minuti.
Domani le urne diranno quanto questo caos peserà sulla tenuta del PD in provincia. Ma da lunedì, la guerra per il controllo del circolo del capoluogo entrerà nel vivo. E Cristofari, senza il peso di un incarico di sottordine, ha già chiarito di voler essere tra coloro che daranno le carte.


