La rottura, a lungo temuta e prevista, è infine arrivata. Roberto Vannacci si separa ufficialmente dalla Lega. La decisione segue la registrazione del simbolo Futuro Nazionale, avvenuta lo scorso 24 gennaio: un’operazione inizialmente descritta dal Generale come semplice tutela di un “marchio”, ma che ora assume inequivocabilmente i contorni di un nuovo soggetto politico.
L’ufficialità dell’addio è attesa per il pomeriggio di oggi durante il Consiglio Federale del Carroccio. A nulla è valso il faccia a faccia di ieri con Matteo Salvini: nonostante il tentativo del segretario di ricucire lo strappo e chiedere maggiore disciplina, le divergenze interne tra le correnti salviniane e vannacciane si sono rivelate insanabili. Si conclude così una convivenza politica che, negli ultimi tempi, era diventata sempre più difficile.
L’incognita Ciociara: gli equilibri a Frosinone
Ma il sisma politico innescato a Roma rischia di avere epicentro ed effetti immediati nel capoluogo ciociaro. Frosinone, infatti, rappresenta una vera e propria roccaforte del movimento legato al Generale, grazie soprattutto alla figura del vicesindaco Antonio Scaccia.
Considerato un “vannacciano della prima ora”, Scaccia ha ricoperto il ruolo di coordinatore regionale dell’associazione Noi con Vannacci, facendosi promotore delle diverse visite del Generale in città, eventi sempre scanditi da una straordinaria partecipazione di pubblico. Ora, con la nascita di Futuro Nazionale, gli occhi sono puntati sulla tenuta della maggioranza frusinate.
Il peso specifico del vicesindaco nell’aula consiliare è infatti determinante. Scaccia è leader della Lista per Frosinone, che conta 4 consiglieri, e viaggia in stretta sinergia con la civica Identità Frusinate, forte di altri 3 rappresentanti. Insieme, questo blocco monolitico costituisce di fatto il gruppo più numeroso in Consiglio Comunale.
Se Scaccia dovesse seguire il suo leader nella nuova avventura politica autonoma (cosa molto probabile, viste le dichiarazioni ‘scissionistiche’ della scorsa settimana contro la Lega – LEGGI QUI) gli assetti dell’Amministrazione locale potrebbero subire scossoni imprevedibili, ridisegnando la geografia del potere nel capoluogo.


