È una rottura totale, rumorosa e carica di accuse quella che si consuma all’interno di Fratelli d’Italia a Frosinone. Sembra appena iniziata, infatti, la guerra contro Fdi da parte dei consiglieri comunali Sergio Crescenzi e Marco Ferrara, che ieri pomeriggio hanno ufficializzato il loro addio al gruppo consiliare del partito di Giorgia Meloni per approdare nella lista civica ‘Identità Frusinate’. Non è un addio silenzioso: è un vero e proprio atto d’accusa contro la dirigenza locale, indicata come unica responsabile di una gestione definita ‘distopica’ e priva di logica politica.
Al centro dell’affondo dei due consiglieri c’è la ricostruzione di quanto accaduto negli ultimi mesi, con un riferimento esplicito e durissimo alla crisi di dicembre 2025. Crescenzi e Ferrara svelano un retroscena che ha il sapore della beffa: l’assenza dai due Consigli comunali cruciali (che poi fornì l’assist al Sindaco per la revoca delle deleghe alle due assessore di FdI) non fu una loro iniziativa, ma un ordine imposto dall’alto dai vertici locali. Una scelta definita scellerata, priva di spiegazioni tattiche e strategiche e che espose il partito a una gran figuraccia davanti alla cittadinanza, lasciando sul campo macerie politiche senza che nessuno, ad oggi, abbia avuto il coraggio di spiegarne il perché.
Il tradimento del voto popolare
La nota stampa diffusa da Crescenzi e Ferrara parte da un principio cardine: il rispetto del voto. I due consiglieri denunciano come, fin dall’inizio della consiliatura, la dirigenza frusinate abbia calpestato il criterio della rappresentatività. «A memoria storica non risultano precedenti analoghi» scrivono i consiglieri, ricordando come Sergio Crescenzi, primo degli eletti nel giugno 2022, sia stato sistematicamente escluso dalla Giunta.
Un paradosso che, secondo i due fuoriusciti, non è frutto di una strategia, ma di «valutazioni pregiudiziali e arbitrarie» avulse dal consenso reale espresso dalle urne.
Il suicidio politico di dicembre
Il passaggio più critico del comunicato riguarda però gli eventi del dicembre 2025. Crescenzi e Ferrara chiariscono una volta per tutte la dinamica che ha portato alla crisi con l’Amministrazione: «L’indicazione che ci è stata imposta da parte dell’attuale dirigenza locale del partito di non partecipare a due sedute consiliari a dicembre 2025… è rimasta priva di spiegazioni politicamente comprensibili».
I consiglieri sottolineano come quell’atto di ‘assenza premeditata’, che ha innescato la reazione del Sindaco e la conseguente cacciata delle assessore di riferimento, sia stato subito e non condiviso. Una mossa che ha decapitato la rappresentanza del partito in Giunta senza che vi fosse una strategia chiara o condivisa dietro, lasciando i consiglieri e l’elettorato disorientati di fronte a una gestione dilettantesca.
L’addio e il futuro in ‘Identità Frusinate’
Di fronte a una dirigenza che «ha scelto di non affrontare la questione nel merito» preferendo il silenzio alla chiarezza, la permanenza nel gruppo è diventata impossibile. Crescenzi e Ferrara ribadiscono la stima per il partito a livello nazionale, salvando i dirigenti sovracomunali, ma certificano il fallimento della classe dirigente locale.
Il loro futuro è ora nella lista civica Identità Frusinate, con l’obiettivo di riportare al centro dell’azione politica quei criteri di merito e rispetto della volontà popolare che, secondo loro, in Fratelli d’Italia a Frosinone sono stati dimenticati.


