C’è un vecchio adagio della politica che recita: i problemi veri non nascono mai dalle opposizioni, ma dal “fuoco amico”. A Frosinone, però, siamo andati oltre. Il post di fuoco (LEGGI QUI) con cui il Vicesindaco Antonio Scaccia ha liquidato la Lega (o meglio, la gestione Ciacciarelli-Durigon) non è una semplice scaramuccia da social network. È una faglia sismica che si apre proprio sotto la poltrona del Sindaco Riccardo Mastrangeli. Ma a guardare bene l’orologio, il sospetto è che la scossa locale sia solo l’eco di un terremoto ben più vasto.
Il sincronismo sospetto: Scaccia sapeva?
Non può essere derubricato al capitolo ‘coincidenze’ il tempismo quasi chirurgico degli eventi. Nelle stesse ore in cui a Frosinone Scaccia vergava il suo j’accuse contro la “bassezza politica” dei vertici leghisti e giurava fedeltà al Generale, le agenzie battevano una notizia clamorosa: Roberto Vannacci ha avviato la registrazione del marchio “Futuro Nazionale”.
È lecito chiedersi: è davvero solo un caso che tutto questo sia avvenuto in una manciata di ore?
La violenza verbale della rottura di Scaccia (“Questa Lega non ci rappresenta più”) letta in controluce con la mossa del Generale, assume i contorni non di uno sfogo, ma di un posizionamento strategico. Se Vannacci si prepara a lasciare la Lega per costruire un suo contenitore politico, il Vicesindaco di Frosinone sembra essersi già iscritto per primo al nuovo corso, sbattendo la porta in faccia ai vecchi padroni di casa.
Il messaggio a Mastrangeli: una nuova bandiera in Giunta?
Lo strappo di Scaccia atterra pesantemente sulla scrivania del Sindaco Mastrangeli. Se “Futuro Nazionale” dovesse diventare realtà politica a breve, il Sindaco potrebbe ritrovarsi in Giunta non più un alleato civico o un leghista in dissenso, ma l’avamposto del nuovo partito di Vannacci.
Alzando lo scudo a difesa del Generale proprio mentre questi registra il suo brand, Scaccia compie un’operazione d’astuzia: si intesta la battaglia identitaria contro l’apparato, preparandosi forse a cambiare casacca senza cambiare poltrona.
Navigazione a vista
È improbabile che questo porti a una crisi immediata. Ma inizia una fase di logoramento. La Lega a Frosinone è ora spaccata in due: quella istituzionale di Durigon e quella ‘vannacciana’ che guarda altrove, forse verso quel “Futuro Nazionale” appena registrato.
Mastrangeli si trova a dover fare il mediatore in una guerra che non è più solo locale. Frosinone non è Roccaraso, ma l’inverno politico, nel capoluogo ciociaro, potrebbe essere arrivato in anticipo, portando con sé venti di scissione che nessuno, fino a ieri, aveva osato prevedere con tanta chiarezza.


