sabato 24 Gennaio 2026
B1-970x250-TUNEWS24
HomeLavoroCome fotografare in condizioni di poca luce senza rovinare l'immagine

Come fotografare in condizioni di poca luce senza rovinare l’immagine

- Pubblicità - B1-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24

I professionisti e gli appassionati di fotografia sanno bene che scattare in ambienti con scarsa illuminazione rappresenta una delle condizioni più complesse, perché costringe l’operatore a lavorare ai limiti delle capacità fisiche del sensore digitale. Il principio fondamentale della fotografia si basa sulla cattura della luce. Quando la quantità di fotoni che raggiunge il materiale sensibile è ridotta, il rapporto segnale-rumore tende a peggiorare, compromettendo la nitidezza e la fedeltà cromatica del file finale.

Ottenere immagini di qualità in queste circostanze non è frutto del caso, ma il risultato di un preciso equilibrio tra i parametri fondamentali dell’esposizione: sensibilità ISO, apertura del diaframma e tempo di scatto. È evidente che una modifica apportata a una di queste variabili comporta inevitabilmente delle conseguenze sulla qualità dell’immagine che devono essere gestite con attenzione.

- Pubblicità -

Gestione della sensibilità ISO e amplificazione del segnale

Il primo parametro che solitamente viene regolato per compensare la mancanza di luce è la sensibilità ISO. Bisogna ricordare che l’aumento di questo valore non porta all’incremento della sensibilità fisica del sensore alla luce, ma ordina al processore della fotocamera di amplificare il segnale elettrico generato dai fotodiodi. Questa operazione ha un effetto molto particolare, perché si amplifica il rumore di fondo, che si manifesta sotto forma di granulosità luminosa e cromatica.

Le fotocamere moderne dispongono di sistemi avanzati di riduzione del rumore ed è importante ricordare che esiste un limite fisico oltre il quale il problema diventa irreversibile, con una perdita di dettaglio notevole. Per i professionisti che necessitano di operare di frequente in queste condizioni, la scelta del corpo macchina è determinante: analizzando le opzioni disponibili, è possibile vedere questa selezione di Sony Mirrorless, dispositivi che integrano tecnologie specifiche per mantenere pulito il segnale.

- Pubblicità -

Indipendentemente dall’attrezzatura usata, è utile mantenere la sensibilità al valore più basso consentito dalle altre impostazioni di scatto, evitando di superare la soglia di tolleranza specifica del proprio sensore, oltre la quale il file diventa difficilmente utilizzabile per scopi professionali o di stampa.

Ottiche luminose e gestione della profondità di campo

Nella fotografia con luce scarsa è utile considerare anche l’apertura del diaframma, che agisce come un vero e proprio “rubinetto” per la quantità di luce che raggiunge il piano focale. Per quadruplicare la quantità di luce in ingresso rispetto a un’ottica standard, è possibile usare obiettivi con apertura massima da f/1.4. È un vantaggio che permette di mantenere la sensibilità ISO su livelli adeguati, preservando la qualità del file.

- Pubblicità -

L’apertura del diaframma influisce direttamente sulla profondità di campo, ovvero l’estensione della zona nitida davanti e dietro il punto di messa a fuoco. Quando si lavora ad apertura completa, questa zona si riduce a pochi centimetri o millimetri e la messa a fuoco diventa estremamente critica. Un leggero errore nel posizionamento o un minimo movimento del soggetto possono determinare un’immagine inutilizzabile.

Quindi, il fotografo deve valutare se la priorità sia rappresentata dalla massima raccolta di luce o dalla necessità di avere più piani a fuoco. In quest’ultimo caso, sarà necessario chiudere il diaframma e compensare agendo sugli altri due parametri del triangolo dell’esposizione.

Tempi di esposizione e stabilizzazione dell’immagine

In presenza di condizioni di luce critiche e quando non è possibile aprire ulteriormente il diaframma o alzare gli ISO senza danneggiare il file, l’unica variabile rimanente è costituita dal tempo di esposizione. Prolungare la durata dell’apertura dell’otturatore permette di accumulare luce sul sensore, rendendo leggibili anche scene estremamente buie. Questa tecnica presenta due problematiche distinte: il mosso causato dal movimento del soggetto e il micromosso generato dalle vibrazioni della mano del fotografo.

Mentre il primo può essere risolto solo congelando il movimento con tempi rapidi (o chiedendo al soggetto, quando possibile, di restare immobile), il secondo può essere mitigato attraverso l’uso di supporti stabili o tecnologie di stabilizzazione. Di solito, l’impiego di un treppiede solido elimina le vibrazioni della fotocamera e consente esposizioni di diversi secondi a ISO base.

In assenza di un treppiede, i sistemi di stabilizzazione sul sensore o sull’ottica danno un certo margine di recupero, permettendo di scattare a mano libera con tempi che sarebbero altrimenti proibitivi. Naturalmente, la stabilizzazione compensa i movimenti della macchina, ma non ha alcun effetto sui soggetti in movimento all’interno dell’inquadratura.

- Pubblicità -
Redazione
Redazionehttps://www.tunews24.it
SEGUICI ANCHE SUI SOCIAL
Facebook: TuNews24 e TuSport24
Instagram: TuNews24 e TuSport24
Youtube: TuNews24
Telegram: TuNews24
Puoi leggerci anche in formato cartaceo: il settimanale viene pubblicato e distribuito gratuitamente ogni venerdì in edicole, bar, centri commerciali e svariati esercizi. Ma è possibile anche sfogliarlo comodamente online, cliccando su TU NEWS sfogliabile
TU NEWS, PASSIONE PER L’INFORMAZIONE
- Pubblicità - B4-300x250-TUNEWS24
- Pubblicità - B5-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24
- Pubblicità - B5-300x250-TUNEWS24

ARTICOLI CORRELATI

- Pubblicità - B6-300x250-TUNEWS24

Più LETTE

- Pubblicità - B2-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24
- Pubblicità - B3-HOMEPAGE-300x250-TUNEWS24