L’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio rende noto che, a seguito dell’esame delle candidature pervenute dalle istituzioni scolastiche del territorio, la Commissione tecnica regionale ha autorizzato, per il prossimo anno scolastico, 43 nuovi percorsi del modello 4+2, destinati a 38 istituti tecnico‑professionali del Lazio.
Si tratta di un risultato di particolare rilievo, che conferma la crescente attenzione delle scuole, delle famiglie e degli studenti verso una filiera formativa capace di coniugare istruzione tecnica e professionale con un più diretto raccordo con il mondo produttivo.
Lo scorso anno la Commissione ministeriale aveva approvato 24 percorsi per 19 istituzioni scolastiche.
Il significativo incremento delle richieste per il 2026/2027 testimonia non solo l’efficacia del modello, ma anche il rinnovato interesse verso gli istituti tecnico‑professionali, oggi sempre più percepiti come snodo strategico per l’occupabilità giovanile e per la competitività del sistema economico regionale.
Il modello 4+2, che prevede un’articolazione formativa fortemente orientata alla continuità tra scuola e lavoro, si conferma particolarmente adeguato al contesto del Lazio, caratterizzato da un tessuto produttivo diversificato e da esigenze professionali specifiche nei diversi territori.
Le nuove candidature hanno inoltre evidenziato sinergie rafforzate con enti locali, imprese, associazioni di categoria e realtà impegnate nella valorizzazione del territorio, sia in ambito nazionale sia internazionale. Un segnale che conferma la capacità del sistema educativo regionale di dialogare con il mondo del lavoro e di anticiparne i fabbisogni.
Frutto di un lavoro costante che ha visto impegnato l’Ufficio sin dall’avvio di quella che è ormai un’offerta ordinamentale e non più un percorso sperimentale, Anna Paola Sabatini, Direttore Generale dell’USR Lazio, ha espresso il proprio apprezzamento per i risultati ottenuti: «L’ampliamento dei percorsi 4+2 nel Lazio rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare l’occupabilità dei giovani nei settori che trainano lo sviluppo industriale e tecnologico del territorio regionale. L’evoluzione dell’offerta formativa rende questi indirizzi più flessibili e mirati, progettati per rispondere alle esigenze specifiche del mercato del lavoro laziale e nazionale.
Non si tratta di un semplice aggiornamento dei curricoli, ma di percorsi che formano competenze tecniche realmente richieste dalle filiere produttive locali. Un orientamento che si inserisce nella visione di una filiera professionalizzante di eccellenza, capace di rispondere ai bisogni del sistema economico‑produttivo e di valorizzare le attitudini dei giovani».


