Tanto tuonò che piovve. Stasera in Consiglio comunale, come avevamo anticipato poco prima dell’inizio (LEGGI QUI) il gruppo di Fratelli d’Italia è stato assente al completo, dunque sia i 5 consiglieri che i 2 assessori. Per questo il sindaco di Frosinone, dopo la mancata approvazione di punti di primaria importanza per la città proprio a causa di queste assenze, ha deciso di revocare le deleghe assessorili al gruppo di Fdi, quelle ai Servizi sociali e alla Cultura, in seno ad Alessia Turriziani e a Simona Geralico. In attesa di chiarire le situazioni. Il sindaco ha voluto rimarcarlo stasera intorno alle 22, a margine dell’assise cittadina appena terminata.

Una decisione naturalmente non scaturita dal mancato impegno nel portare avanti le iniziative collegate ai due assessorati, bensì una presa di posizione forte nei confronti dei vertici del partito frusinate, che da giorni continuano il braccio di ferro per spingere Mastrangeli ad esaudire le proprie richieste: l’ultima in ordine temporale, quella di un terzo assessorato. E, come avevamo già anticipato, proprio questo sarebbe stato l’aut-aut arrivato in giornata al primo cittadino: in sostanza, o arriva la delega prima del Consiglio delle 19.30, oppure i consiglieri di Fdi non saranno presenti in aula. Un ultimatum ribadito anche da Mastrangeli durante il suo discorso: “Anteporre le richieste di un assessorato e più potere agli interessi della città ritengo che sia qualcosa di assolutamente increscioso e fuori luogo”.
Alla fine, dunque, l’uomo forte di Fdi Frosinone ce l’ha fatta: Fabio Tagliaferri, dopo essere riuscito a perdere consiglieri della sua area proprio per le sue prese di posizione non condivise, ora è riuscito anche a perdere due assessorati, oltre a creare problemi al capoluogo, visto che a causa della mancata presenza dei consiglieri in aula non sono stati approvati punti importanti per la città, che avranno ripercussioni per i prossimi mesi. Ma la domanda è: come mai Aldo Mattia e Alessia Savo non hanno fatto niente? Come mai neanche i consiglieri della loro area erano presenti? È stata la segreteria cittadina a imporsi affinché non lo fossero? Anche loro, a questo punto, dovrebbero dare una spiegazione pubblica su quanto accaduto.
“Su questa faccenda io non ci passo sopra – ha evidenziato Mastrangeli durante il suo intervento – perché per me l’Amministrazione e l’interesse della città vengono prima di tutto: chi non l’ha compreso o se ne fa una ragione o se ne traggono le conseguenze”. Quindi ha sottolineato: “Io sono pronto a tutto: su questo non ci piove”. Dunque stavolta chi vorrà fare gioco forza per le poltrone non troverà terreno fertile. A costo di perdere quella di sindaco, di poltrona. Il concetto è stato molto chiaro. Ora si attende la risposta dei meloniani.


