Alla fine l’operazione del Polo Civico è saltata. Il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, non ha lasciato spiragli. Nonostante fosse stata ritarata più volte in queste settimane. Sì, perché l’ingresso di Andrea Turriziani nella Lista, che andava così a contare due consiglieri insieme a Caparrelli, avrebbe potuto consentire alla compagine di avere un assessorato. Cosa che il gruppo ha chiesto senza perdere troppo tempo: in prima battuta era per Trina, poi si sarebbe tornati sulla vecchia idea della delega all’Urbanistica per Gagliardi, infine sull’assessorato a Caparrelli. Nessuna di queste strategie ha però trovato accoglimento da parte del primo cittadino.
La sconfitta non è certo del leader del gruppo Gianfranco Pizzutelli. Che anzi continua a governare il Polo Civico, senza, tra l’altro, doversi confrontare con nessuno, e quindi ha, ad oggi, tutte le strade aperte davanti a sé, sia in questo anno e mezzo che in vista delle Amministrative del 2027. Secondo i ben informati, invece, l’operazione, condotta da un faccendiere della politica frusinate, ormai rimasto solo e all’angolo, e dunque in cerca di riscatto, avrebbe avuto la benedizione del leader cittadino di Fdi, Fabio Tagliaferri. Perché? Semplice: spingendo il proprio confederato Turriziani nel gruppo di Pizzutelli e dunque portando a compimento l’operazione, avrebbe potuto contare su ben tre voti ponderati alle prossime Provinciali per il suo candidato, il capogruppo in Consiglio Franco Carfagna, che avrebbe così conquistato, oltre alle preferenze di alcuni colleghi consiglieri di Fdi, anche quelli di Turriziani, Caparrelli e Gagliardi. In questo modo sarebbero stati tutti contenti: Turriziani o Caparrelli avrebbe potuto esprimere un assessore, Gagliardi avrebbe potuto avere una delega, Pizzutelli avrebbe contato su una civica più forte, il faccendiere avrebbe potuto conquistare crediti sul campo e ricollocarsi e Tagliaferri avrebbe potuto avere la quasi certezza dell’elezione di Carfagna, cosa che ad oggi appare molto difficile, visti i ‘rosicchiamenti’ delle altre componenti del partito che spingono forte su altri candidati ma anche i movimenti sotterranei dei franchi tiratori dall’interno.
Dunque il grande sconfitto ad oggi risulta senz’altro il potentissimo presidente di Ales Spa Fabio Tagliaferri, che deve comunque portare dei risultati sui tavoli romani per mantenere il proprio status. E se dovesse accadere che alle prossime elezioni provinciali venissero eletti i consiglieri indicati dalle altre anime del partito e non quello sul quale ha puntato lui, che governa addirittura la maggioranza del gruppo del capoluogo, sarebbe senz’altro una cosa grave, che rischierebbe di innescare un meccanismo che punterà, a quel punto, a capire se Tagliaferri ha realmente una forza sul territorio oppure se è solo un ‘grande bluff’: in quest’ultimo caso, nonostante le amicizie influenti, potrebbe cadere in disgrazia anche tra quelli che contano nella Capitale, e dunque essere ‘mollato’: in un partito importante non possono contare solamente i santi in paradiso ma anche e soprattutto la forza sul territorio che si rappresenta, l’essere benvoluti dalla popolazione e il lavoro che si fa all’interno del partito. Nel quale evidentemente mette poca dedizione, visto che in settimana è saltata per la seconda volta l’inaugurazione del nuovo circolo cittadino di Fdi: ora si dovrà provare per la terza volta, a questo punto dopo le feste, sempre che il leader sia disponibile a presenziare…
In ogni caso, da questa lettura è facile anche capire il pressing fatto sull’Amministrazione da parte di Fdi in queste settimane. L’obiettivo, con molta probabilità, era quello di spingere affinché andasse in porto l’operazione messa in atto dal Polo Civico per favorire l’elezione di Carfagna in Provincia. Anche perché le votazioni sono sempre più vicine: l’ufficialità della data è arrivata proprio nelle ultime 48 ore, quando il presidente Di Stefano ha firmato il decreto di indizione: la chiamata alle urne è stata fissata per il prossimo 8 marzo, dunque tra poco più di 2 mesi.
Sempre sulla questione delle Provinciali c’è un’altra posizione che sicuramente andrebbe attenzionata all’interno del partito della Meloni: è quella del consigliere comunale e provinciale Sergio Crescenzi, che, secondo le regole non scritte della politica, essendo l’uscente di Palazzo Iacobucci, dovrebbe essere ricandidato. Ma anche sostenuto con i voti dei consiglieri del proprio partito. Cosa che, secondi i ben informati, non accadrà. Ecco perché Crescenzi, avrebbe comunicato di poter fare un passo indietro per le Provinciali, ma di volere, in questo caso, qualcosa in cambio, come ad esempio una delega per entrare in Giunta nel capoluogo. Nel caso in cui non gli venisse concessa, con molta probabilità abbandonerà il gruppo comunale di Fdi, decretando un’ennesima sconfitta per il proprio leader, che a questo punto si troverebbe con un voto in meno in Consiglio. Sempre che sia solamente uno il voto in meno, visto che ci sarebbero voci anche sul possibile allontanamento del consigliere Paolo Fanelli.
Insomma, una situazione disastrosa e sicuramente in controtendenza con il dato nazionale, che vede Fratelli D’Italia in costante e inarrestabile crescita per quanto riguarda il dato del gradimento popolare. Il partito vorrà senz’altro vederci chiaro e trovare delle responsabilità, perché Frosinone è un capoluogo di provincia, dunque un territorio importante nel quale il primo partito d’Italia non può continuare a prendere schiaffi. Ecco perché la figura di Tagliaferri potrebbe a breve finire nel mirino.


