lunedì 26 Febbraio 2024
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Frosinone – Vittime del covid, la giornata della memoria e della speranza

Nel ‘bosco ossigeno’ della Asl momenti ricchi di emozioni ma anche di dolore per il ricordo delle 798 vittime del Coronavirus. Presenti tutte le autorità civili, militari e religiose della Provincia davanti al monumento realizzato da Cesare Pigliacelli, contornato da targhette colorate, realizzate dai detenuti della casa circondariale di Paliano

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Una cerimonia toccante quella proposta dalla manager della Asl, la dottoressa Pierpaola D’Alessandro, davanti a tutte le istituzioni civili, militari e religiose della Provincia di Frosinone per ricordare le 798 vittime della strage del Covid.
Le targhette colorate con le iniziali dei loro nomi, realizzate dai detenuti della casa circondariale di Paliano sono state posizionate davanti al monumento a loro dedicato nel ‘boschetto ossigeno’. Le note della canzone ‘Imagine’ apre l’appuntamento della memoria che ha visto anche numerosi sindaci, rispondendo all’invito della direttrice. Ed è proprio lei a dare il ‘benvenuto’.


“Partire con le note di questa canzone di John Lennon ci ricorda un momento che ci circonda che non è proprio di pace anche se nei nostri cuori c’è tanta volontà di pace. Oggi è la giornata che ha voluto il nostro Presidente Mattarella per commemorare le vittime della pandemia. Noi, purtroppo nella provincia di Frosinone ne abbiamo dovuto registrare 798. Oggi le vogliamo commemorare anche se ancora registriamo una variante anche importante e molto infettiva. Non toglierò la mascherina perché penso che sia stato uno strumento importantissimo per essere distanti dal virus e quindi debellarlo. Ci auguriamo che tutto finisca. Ma è ancora presto per cantar vittoria. Non voglio incutere timore. Tuttavia la realtà ci impone di stare ancora molto attenti. Rivedo tanti volti di sanitari, di malati, di famiglie stanche e distrutte dal dolore, anche quello di una nostra dipendente che per il Covid ha dato la sua vita.

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Siamo davanti a un monumento. Siamo tutti insieme uniti a livello istituzionale per un consenso di riscatto. Siamo una squadra che in questa provincia si è sempre dimostrata unita. La ASL di Frosinone ha dato una dimostrazione di grande spirito di fratellanza , di sacrificio insieme ai sindaci ed alle forze dell’ordine, coordinati sempre dalla Prefettura. Ma la fiducia e la speranza non ci hanno mai abbandonato. Oggi vuole essere sia un momento commemorativo, ma anche un ringraziamento a tutta questa squadra con cui abbiamo operato con grande spirito di sacrificio. Questo monumento è sì un ricordo ma deve essere anche un punto di ripartenza. Il contributo degli ospiti della casa circondariale di Paliano ha voluto interpretare questa commemorazione con le iniziali dei nomi di tutti coloro che sono caduti nella provincia di Frosinone e quindi a nome di tutti, voglio ringraziarli per questo dono”.

Anna Allegretti la direttrice della casa circondariale di Paliano ha ricordato che anche loro all’interno dell’Istituto di pena hanno vissuto la pandemia e “devo dire di aver avuto sempre un grande supporto porto un contribuire a far sentire la nostra compartecipazione ad una comunità come questa. La ASL per noi ha fatto tanto e noi ringraziamo la dottoressa D’Alessandro con tutti i suoi collaboratori per la felicità che ci ha regalato facendoci comporre questo mosaico d’amore’.

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Il Prefetto dottor Ernesto Liguori

“Grazie per le parole di riconoscenza nei confronti della nostra Prefettura. Oggi celebriamo una ricorrenza molto importante. Il Parlamento ha istituito questa giornata della memoria che va ad aggiungersi alle altre ricorrenze ufficiali. Ma le giornate di questo tipo sono importanti perché ci invitano a fare memoria su momenti che hanno costituito una svolta per il nostro paese. Purtroppo questa è solo una sfida, una battaglia che abbiamo dovuto combattere che però ha inciso fortemente sulla coscienza collettiva Io credo che il nostro paese da questa esperienza abbia tratto appunto la conferma di essere sistema. Un sistema capace di collaborazione, di organizzazione, di solidarietà perché atto ad affrontare sfide così complesse come è stata quella della pandemia. Oggi ricordiamo le vittime del Covid che sono un po’, come dire, la sintesi del dolore, della sofferenza che questa vicenda ha portato nella vita individuale e collettiva. Ed allora diciamo con forza che ai nostri cari defunti va il nostro pensiero più commosso con la nostra vicinanza a loro famigliari.

Questa occasione però deve portarci anche a fare qualche riflessione come abbiamo agito e che cosa abbiamo fatto. Io credo che vada riconosciuta la capacità del sistema paese delle nostre istituzioni, ma non soltanto le nostre istituzioni ed anche un po’ di tutta la società di rispondere con alcuni capisaldi che voglio ricordare. Credo che c’è stata una grande manifestazione di professionalità del sistema sanitario, dei tanti operatori che hanno affrontato in prima linea questa emergenza e poi anche tutte le istituzioni, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la protezione civile, i tanti amministratori locali con il mondo del volontariato dimostrando grande professionalità. Credo che tutti hanno aggiunto cuore e passione che sono state componenti essenziali. Una vicenda così dolorosa non poteva non essere affrontata dagli uomini e da tutte le donne mettendo a disposizione il loro lavoro. Vorrei anche ricordare i momenti di collaborazione, del raccordo che le istituzioni hanno saputo dialogare tra loro, operando al di là degli steccati delle stesse competenze in uno sforzo corale coordinato. Questo patrimonio che ci deriva da tale esperienza dobbiamo essere capaci di conservarlo, di valorizzarlo, di utilizzarlo sempre. L’invito che faccio a tutti è di non dimenticare, non solo le vittime, non solo il dolore, non solo questa esperienza così tragica, ma anche la forte collaborazione che si è tramutata positiva per la partecipazione commossa alle vittime invitandoci a far tesoro per il futuro”.

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Imam di Frosinone Omar el Jaouzi

“Grazie per l’invito a celebrare questo momento. Oggi è la giornata della memoria per ricordare tutte le persone decedute a causa del Covid, per rinnovare la vicinanza alle loro famiglie. La pandemia non ha colori, non fa differenza. Oggi in silenzio preghiamo per la Misericordia di Dio per una nuova vita, per proteggere tutte la comunità del mondo. Ringraziamo tutti i medici e il personale sanitario per il lavoro infinito e per il loro sacrificio. Preghiamo anche per tutte le vittime Innocenti delle guerre nel mondo”.

Il Vescovo mons. Ambrogio Spreafico

“Ho la memoria, memoria del dolore, della fatica e della morte. La memoria è memoria di chi siamo, anche secondo la Bibbia. Siamo polvere ma siamo anche tanto fragili ed allora la memoria vuol dire anche non dimenticare chi siamo, non dimenticare il dolore che ha colpito non solo questa nostra terra, ma il mondo intero. Da cristiani, diciamo che i loro nomi sono scritti nei cieli, sulla terra. Un grande amico rabbino capo di Israele, sopravvissuto ai campi di sterminio unico della sua famiglia, una volta parlando del male della tragedia della Shoah diceva ‘perché nell’arca di Noè stavano tutti insieme uniti? Cerano il leone, il gatto, il cane, animali feroci e domestici. Animali che avrebbero potuto mangiare gli altri e pure stavano tutti insieme nell’arca. Perché? Perché il male era fuori e tutti dovevano combattere quel male, quindi hanno trovato unità contro il male’. Noi abbiamo trovato l’unità. Lo ricordava il Prefetto con il direttore generale che c’è stato un grande momento di unità nel nostro paese. Abbiamo lavorato insieme. Ringrazio chi lo ha fatto in ospedale, nelle RSA, quelli che hanno cercato di stare vicino a chi soffriva e poi chi ha lasciato questa terra. Abbiamo trovato unità con tanta solidarietà. Auguro che questa unità si mantenga perché noi viviamo in una globalizzazione che spesso ci ha reso tribali. Invece di unirci, alla fine riusciamo di essere donne e uomini che invece di mantenere questa unità, ci si divide. Come ha detto Papa Francesco nessuno si salva da solo. Io vorrei che questa memoria ci aiutasse a capire che nessuno si salva da solo. Ed allora preghiamo perché il Signore faccia cessare presto questa pandemia, che faccia cessare ogni violenza che in questo mondo provoca tante distruzioni”. Dopo la lettura del triste elenco delle 798 vittime da parte di Tiziana Ceccarelli, coordinatrice della terapia intensiva , le note di ‘Fuori la paura’ dei Nomadi ha salutato tutti con un abbraccio virtuale ma sincero.

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Egidio Cerelli
Egidio Cerellihttps://www.tunews24.it
Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.
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