lunedì 27 Giugno 2022
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Veroli – Il vescovo mons. Ambrogio Spreafico ha concelebrato la Santa Messa il giorno di Natale nella Concattedrale di S. Andrea

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“Lui vuole accorciare le distanze tra Dio e noi, tra la grandezza di Dio e la nostra piccolezza e fragilità”. Non eccessive le presenze in Chiesa, forse a causa del maltempo mentre il centro storico pullulava di gente


di Egidio Cerelli


Come ogni anno, il nostro vescovo diocesano, mons. Ambrogio Spreafico tra i tanti appuntamenti di Natale ha avuto in agenda anche la santa Messa nella Concattedrale di Veroli. Con lui hanno concelebrato il parroco don Andrea e altro sacerdote di Veroli don Giovanni. Ad animarla il coro Gaudete in Domino, diretto dal maestro Luigi Mastracci. I fedeli non occupavano tutti i posti predisposti secondo la normativa antiCovid. Tanti erano invece in piazza anziché provare ad odorare il profumo dell’incenso. Il protagonista era Lui, il Bambinello al suo posto per essere… adorato. Anche il presepe dell’artista Paolo Gaetani aveva il suo caratteristico ruolo nel giorno dedicato alla Nascita di Gesù.

L’omelia di mons. Ambrogio anche quest’anno ha proposto spunti di riflessione che in questo momento particolare toccano i nostri cuori e le nostre menti

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“Oggi nella città di Davide, è nato per noi un Salvatore, che è Cristo Signore”. Ecco l’annuncio di gioia di questo Natale: Gesù torna in mezzo a noi, viene a visitarci nel tempo del distanziamento, della sofferenza, del dolore. Lui vuole accorciare le distanze tra Dio e noi, tra la grandezza di Dio e la nostra piccolezza e fragilità”- l’incipit della parola del vescovo che aggiungeva…” Per questo si fa piccolo, nasce fuori dalle case degli uomini, per condividere la condizione dei poveri, dei rifiutati della storia, dei senza casa e senza amore. Ma condivide anche la nostra umanità ferita e impaurita. È la luce di Dio nel buio della notte, degli egoismi, delle solitudini, della tristezza”.
E questo lo canta il profeta Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, su coloro che abitavano nelle tenebre una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”. 


Gesù si fa piccolo con i piccoli, povero con i poveri, profugo con i profughi, abbandonato con gli abbandonati, tutto a tutti

“Noi siamo quel popolo, cari amici, con le nostre paure e tristezze, con i nostri egoismi e le nostre insoddisfazioni, con la nostra fragilità e incertezza. Guarda la luce! Non startene rannicchiato nella tua paura e nelle tue chiusure. È la luce di Dio, che in Gesù vuole mostrarti il suo volto pieno di amore, pronto a curare le tue ferite e quelle del mondo, pronto a chinarsi su di te e a prendersi cura della tua vita. Per questo è venuto nel mondo, è venuto in mezzo a noi, si è fatto uno di noi, condividendo la nostra condizione umana. Si fa piccolo con i piccoli, povero con i poveri, profugo con i profughi, abbandonato con gli abbandonati, tutto a tutti. Non possiamo accettare le tenebre, che ci fanno chiudere in noi stessi, vivere nella paura di amare, di vivere con gli altri come fratelli e sorelle, di condividere la nostra vita, le nostre fatiche e gioie, nonostante questo tempo ci ponga tanti impedimenti”. 


La luce illumina il mondo ed un angelo con una stella conduce alla grotta pastori e regnanti

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“La luce viene nel mondo, non solo per noi, e illumina il mondo anche per noi, che facciamo fatica ad allargare lo sguardo oltre noi stessi e ciò che vediamo ogni giorno. Il Vangelo di Luca colloca la nascita di Gesù all’interno del grande Impero Romano. Nomina l’imperatore Cesare Augusto, e poi il governatore della provincia di Siria, che comprendeva anche la Palestina. Chi si sarebbe accorto di quel bambino nato a Betlemme da una povera donna di Nazareth, che non aveva trovato posto da nessuna parte? Ci fu un angelo, poi anche una stella che con la parola e la luce condussero uomini diversi, i pastori e i Magi d’oriente, fino a Betlemme per incontrare Gesù”.

Non temete… nuntio vobis gaudium magnum

“Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”. Sì, questo bambino è gioia per chi lo incontra, ed è segno, segno di un mondo nuovo che inizia anche per te che sei qui. Alzati, non avere paura, abbandona le tue abitudini, la tua pigrizia, il tuo orgoglio, fatti umile e vai a Betlemme dove troverai quel segno che ti farà rialzare da te stesso e ti darà la possibilità di un nuovo inizio, vero, di una nuova vita, rinnovata dal suo amore. Non devi avere paura! Non ti vuole imporre dei pesi. Vuole anzitutto che tu cominci a prenderti cura di lui. Ma come? Nel Vangelo proprio quel bambino ti darà una via sicura dove lo potrai incontrare e prendertene cura: “Ogni volta che avete fatto una sola cosa a uno di questi miei fratelli più piccoli (all’affamato, all’assetato, allo straniero, a chi è nudo, al malato, al carcerato) l‘avete fatta a me”. Gesù infatti è il piccolo tra i piccoli”. 
 

Gloria a Dio nell’alto dei cieli mentre purtroppo oggi dominano l’indifferenza e le guerre

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“Allora comprendiamo il canto degli angeli, “una moltitudine dell’esercito celeste”. Sì, ci vuole un esercito. A Betlemme, attorno al presepe, si raccoglie un esercito, ma non per distruggere e umiliare, bensì per il bene e perché vinca l’amore di quel piccolo. Per questo gli angeli cantano: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”. Gloria e pace, e infine amore. La gloria di Dio, cari fratelli e sorelle, si realizza nella pace sulla terra. Non lo glorificheremo con ori e argenti, ma con l’impegno a vivere in pace e a costruire la pace sulla terra, perché Egli ci ama. Noi oggi possiamo unirci a quella moltitudine per dare inizio alla nostra unica vera battaglia, quella per la pace e l’amore. Ti potrebbe sembrare poco. Guarda il mondo: quante guerre, quanta violenza, quanta povertà, quante sofferenze. Non restare rannicchiato nel tuo piccolo mondo. Vieni a Betlemme con questo popolo, con i pastori e i Magi, con Maria e Giuseppe, e tu stesso troverai la pace e la potrai diffondere con generosità e impegno. Troverai gioia e imparerai ad amare e a dare speranza, come Gesù ama te e noi tutti. Sii allora in questo tempo le braccia e il sorriso di Gesù perché tutti attraverso di te possano vedere la luce di Dio nella loro vita”. 

Foto di archivio

Al termine della Celebrazione Eucaristica non c’è stata la solita benedizione dalla Loggia esterna della Chiesa. Il tempo non lo ha permesso. Benedizione che è stata impartita in Chiesa


Foto del Vescovo di Lidia Frangione, dei presepi Paolo Gaetani, in Cattedrale, di (Antonio Grella) Massimo Terzini nella Cappella Francesco Bianchi poco dietro la Cattedrale e l’altro a Casamari di Laura Vitaterna

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Egidio Cerellihttps://www.tunews24.it
Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.
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