Intervista a Pierpaola D’Alessandro (dg Asl) – Il lavoro nobilita l’uomo! Una donna in un anno lo… mobilita

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Dopo dodici mesi dal suo insediamento abbiamo intervistato il direttore generale della Asl di Frosinone

Nonostante la scure della pandemia non abbia rallentato, il lavoro di una donna caparbia, determinata, piena di spirito di sacrificio, è riuscito a combattere un virus devastante. Attenzione però: l’epidemia Covid sta rialzando la testa pronta a sferrare il quarto attacco

di Egidio Cerelli

È passato un anno da quando la dottoressa Pierpaola D’Alessandro è stata nominata Direttore generale della ASL di Frosinone. Un anno difficile, nel pieno della pandemia, affrontato con determinazione, spirito di sacrificio e, come le piace sempre sottolineare, con gentilezza. Insieme alla grande squadra degli operatori sanitari, e con un’alleanza senza precedenti con le istituzioni locali, è stato possibile mantenere la barra dritta nel bel mezzo della tempesta.
Nella lettera per i dipendenti della ASL, lei ha ha scritto:
“Quando si è dentro agli eventi non si vede bene con nitidezza ciò che accade. Eppure abbiamo fatto tutti insieme un anno davvero importante. Abbiamo contenuto gli effetti di una pandemia devastante, abbiamo vaccinato tutta la popolazione, ci siamo vaccinati tutti noi con fiducia e rapidità, abbiamo tenuto gli ambulatori, i reparti, ospedali e distretti. Abbiamo continuato a gestire migliorando da dove siamo partiti”.

Il ‘telegramma’ del direttore generale

Un anno ricco di insidie e difficoltà
“In questo anno, la ASL è cambiata. Siamo partiti da meno 20 e siamo risaliti pian piano, con costanza e tenacia. Ancora non siamo arrivati alla cima. Per questo voglio parlare del futuro, di quello che ci aspetta per una nuova sanità. Una sanità fatta di servizi, dove i cittadini sono davvero il centro delle attenzioni, dove i professionisti sanitari lavorano in squadra, dove si creano reti, dove la tecnologia si affianca ma non sostituisce il rapporto unico che esiste tra medici e pazienti”.

Qual è l’obiettivo più ambizioso?
“Grazie all’attenzione della Regione Lazio siamo stati autorizzati a iniziare percorsi che ci porteranno a far diventare l’ospedale di Frosinone DEA di II livello: abbiamo in staff, otto figure chiave che stanno mettendo in rete i servizi oncologici di Cassino e Frosinone con il Polo oncologico di Sora; figure strategiche nella chirurgia mini invasiva e nel campo della medicina personalizzata; messo in piedi una grande attività per l’innovazione e la medicina digitale; molta ricerca e soprattutto molte collaborazioni con istituti di prestigio”.

Potenziamento dell’assistenza pediatrica

Che cosa prevede il progetto?
“Il 18 novembre prenderà avvio il potenziamento dell’assistenza pediatrica offerta dall’ASL di Frosinone grazie al progetto di collaborazione con importanti strutture Universitarie come l’Università Campus Bio-Medico di Roma e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Questo progetto implica la possibilità di offrire alle famiglie assistite dalla nostra Azienda un servizio assistenziale di elevato livello e che permetterà loro di trovare in loco una risposta di eccellenza alla domanda di salute dei propri figli, senza dover sopportare le difficoltà di uno spostamento”.

Un’offerta implementare. Come?
“E’ vero! Questa ulteriore offerta va ad implementare l’offerta ambulatoriale già erogata da tutte le nostre strutture, integrando e potenziando campi ultra specialistici. Le attività ambulatoriali, inserite nel sistema di prenotazione CUP, saranno svolte in collaborazione con le Unità operative aziendali che hanno personale qualificato che, lavorando insieme ai professionisti di queste prestigiose Università, potranno svolgere un’interessante attività di formazione on the job.Ovviamente anche queste attività specialistiche si inseriscono nei percorsi diagnostico terapeutici attivi in Azienda che configurano il miglior percorso di diagnosi e cura in relazione allo specifico paziente in collaborazione anche con i pediatri di libera scelta e con i medici di medicina generale”.

La Telemedicina

Che importanza può avere la telemedicina per il nostro territorio?
“Il nuovo modello, accompagnato da cambiamenti gestionali che riportino una nuova organizzazione dei servizi a partire da percorsi diagnostici terapeutici che assistono il paziente totalmente nella patologia (diabete, ipertensione e cardiopatia, BPCO) offrendo un nuovo servizio anche dato dai consulti a distanza per incrementare le televisite e i teleconsulti che possano ricevere tutta l’assistenza con la massima professionalità. Le aree più distanti dagli ospedali saranno raggiunte con la telemedicina, in modo reale, con professionisti che seguiranno la presa in carico delle cronicità dei pazienti che non avranno così più necessità di spostarsi per essere curati. Tutto questo già sta avvenendo nella nostra ASL, ma la svolta vera arriverà con la programmazione che ci darà la Regione con le proposte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Ci spieghi meglio.
“Il COVID ci ha insegnato parecchio a riguardo. Abbiamo dovuto affrontarlo con nuovi modelli di assistenza e cura, quegli stessi modelli che sono diventati uno dei punti cardini della direzione strategica della ASL di Frosinone proprio nella creazione della Telemedicina aziendale coordinando tutti i processi, le persone e la tecnologia. Durante il perodo peggiore della pandemia, i nostri pazienti hanno usufruito del servizio di Teleassistenza domiciliare, così come organizzato dalla Regione Lazio che per gestire in modo efficace la pandemia di coronavirus, ha messo a punto la piattaforma LazioAdvice e la APP LazioDoctor per il tele monitoraggio dei pazienti Sars-CoV-2 positivi a domicilio”.

Le USCAR e il PNRR

La Centrale dei servizi territoriali della ASL che cosa ha aggiunto?
“Ha messo in campo anche 299 visite da parte delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale Regionale (USCAR), nei 91 comuni della Provincia di Frosinone. Le USCAR erano attivate attraverso la collaborazione con la centrale operativa dell’Ospedale Spallanzani”.

Con il PNRR?
“Ci sarà più collaborazione con tutti i servizi della ASL perché il monitoraggio dei pazienti cronici non può essere una competenza esclusiva della centrale dei servizi con l’attivazione degli MMG, che auspichiamo, quello che vogliamo fare è strutturare un bel percorso di presa in carico a 360 gradi del paziente sul territorio per evitare dei ricoveri incongrui. Il nuovo modello di assistenza territoriale è completamente pervaso dalla Telemedicina e nel Piano Nazionale di Ripresa e resilienza è prevista la presenza di una centrale di Telemedicina per ogni distretto sanitario. In ogni distretto, inoltre, si prevede la presenza di Case della Comunità connesse con le Centrali”.



Le Case della Comunità

Che cosa sono?
“Le Case della Comunità sono strutture sanitarie, promotrici di un modello di intervento multidisciplinare, nonché luoghi privilegiati per la progettazione di interventi di carattere sociale e di integrazione sociosanitaria. In queste strutture, al fine di poter fornire tutti i servizi sanitari di base, il Medico di Medicina Generale e il Pediatri di Libera lavorano in équipe, in collaborazione con gli infermieri di famiglia, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari quali logopedisti, fisioterapisti, dietologi, tecnici della riabilitazione e altri. La presenza degli assistenti sociali nelle Case della Comunità rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale”.


La sua figura chiave?
“Nella Casa della Comunità  sarà l’infermiere di famiglia che, grazie alle sue conoscenze e competenze specialistiche nel settore delle cure primarie e della sanità pubblica, diventa il professionista responsabile dei processi infermieristici in famiglia e Comunità”.


Sulla carta molto bello, ma quante le difficoltà?
“Il numero e la formazione dei professionisti è una delle difficoltà che dovremo affrontare. Ci darà una mano in questo, come dicevo prima, il PNRR. Ma, a mio avviso, prima di tutto bisognerà fare una grande operazione di comunicazione per il nuovo modo di guardare e vivere la sanità. Avremo bisogno di molti incontri con i cittadini e con i sindaci per far comprendere il cambiamento di paradigma: non più il territorio che va all’ospedale bensì l’ospedale che si integra con il territorio”.


È una sanità fatta di servizi
“E’ una sanità in cui le parole comunità e umanizzazione abbiano il loro senso originale, è più difficile da realizzare, ha bisogno di una nuova modalità di fare comunicazione e anche un po’ di bellezza nei luoghi di cura perché, è dimostrato, la bellezza, l’arte, sono una terapia. Stiamo portando la bellezza e il decoro nei luoghi di cura, chiedendo alla generosità degli artisti locali perché anche questo crea comunità”.

La situazione attuale della pandemia

Prima di porre l’ultima domanda sugli obiettivi prossimi del Direttore generale della ASL di Frosinone non possiamo non soffermarci sulla nuova realtà critica che sta per arrivare anche dalle nostre parti.
In questi giorni ci troviamo di fronte ad una recrudescenza della pandemia, con l’epidemia COVID che sta rialzando prepotentemente la testa. Si parla di quarta ondata.

“L’Rt torna a salire ed è sopra la soglia epidemica anche l’indice di trasmissibilità sui ricoveri ospedalieri. È necessario pertanto, in questa fase, stringere le fila e combattere tutti la battaglia contro il coronavirus con unità di intenti. La recrudescenza dei casi si sta verificando nonostante la nostra Provincia sia caratterizzata da un tasso vaccinale particolarmente elevato”.


Necessaria quindi una campagna di ulteriore sensibilizzazione.
“Va intensificata la campagna di sensibilizzazione in favore della vaccinazione, per chi ancora non dovesse averla fatta, e i comportamenti preventivi corretti dei cittadini – distanziamento, uso di mascherine, igiene della mani – da parte dei tutti i mezzi di comunicazione, come già lodevolmente avvenuto durante l’ultimo anno”.


Scuola, focolaio epidemiologio

Come sempre la situazione epidemiologica scolastica sembra seguire l’andamento epidemiologico della popolazione in generale.
“I casi totali nella nostra provincia negli ultimi giorni hanno registrato un incremento e per quanto riguarda le scuole negli ultimi due giorni sono stati notificati 8 casi nella primaria, 4 casi nella scuola media , 3 nelle superiori e 4 docenti. Solo l’adozione delle misure di prevenzione particolarmente stringenti sarà possibile tutelare la didattica in presenza che resta l’obiettivo principe da conseguire”.
Dunque vaccinamento ed anche aggiungiamo noi prevenzione con le mascherine. In tanti sembra abbiano dimenticato la necessità di indossarle.


La peculiarità della dottoressa D’Alessandro è lavoro in ‘presenza’

La dottoressa arrivata dal Nord non sembra soffrire le esigenze della nostra terra. Anzi è riuscita e sta seguitando a farlo: operare lavorando sodo con il suo staff guardando al futuro ben conscia delle difficoltà avute e che le servono come esperienza. Seguire da vicino, diremmo in ‘presenza’ le varie fasi della vaccinazione con i vari centri funzionali come anche le hub ed oggi con la terza dose a pieno ritmo sta a dimostrare la pragmaticità di un direttore che ha saputo elevare la ASL di Frosinone a livelli eccezionali.


Dottoressa, quale l’obiettivo prossimo?
“ Siamo già in itinere con la costruzione del nuovo sito aziendale, in cui a partire dai distretti, ci saranno tutte le informazioni dettagliate a livello territoriale. Non è accettabile che nel XXI secolo il cittadino della nostra Provincia debba rincorrere le informazioni sanitarie dovendosi affidare al “sentito dire”. C’è molto da fare nei prossimi mesi, ma la squadra che mi supporta è davvero straordinaria e i cittadini della nostra provincia ci stanno dando la forza per perseguire l’obiettivo con determinazione”.


Il popolo ciociaro non può che ringraziarla. Forse perché la sua è stata una vera ‘presenza’ e non un lavoro smart working. Tante le difficoltà incontrate ma con caparbietà insieme alla volontà operativa di una donna, esempio di coraggio, determinazione e grande professionalità è riuscita a superarle. Ad maiora!

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.