Veroli – Cittadinanza onoraria al cardinal Matteo Zuppi

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Come preannunciato venerdì scorso su Tu News, ora è arrivata l’ufficialità. L’evento che vedrà il ‘compaesano’ (la nonna è vissuta a Veroli presso il rione San Paolo) si svolgerà durante una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, sabato 9 ottobre


di Egidio Cerelli

“Carissimi vi annuncio con gioia che il giorno 9 ottobre in prossimità della seconda festa di Santa Maria Salome il 17, avremo nostro gradito ospite il Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna che riceverà la cittadinanza onoraria Verolana e celebrerà la Santa messa in Basilica. Sarà mia premura comunicarvi il programma. È un momento di grazia per tutta la nostra città”
Con questo messaggio social il rettore della Basilica di Santa Maria Salome don Angelo Maria Oddi, ha informato la Confraternita ed anche la cittadinanza del prossimo evento che vedrà di nuovo a Veroli S.Em. Mons. Matteo Zuppi e questa volta per conferirgli, come vi avevamo annunciato, la cittadinanza onoraria della nostra città.

Abbiamo scritto dell’alto prelato già diverse volte ed oggi abbiamo estrapolato per voi, amici lettori, qualche passo interessante

<S.Em. mons Matteo Zuppi nelle vene ha sangue verolano. Sua nonna Giovanna Stirpe abitava nel rione di San Paolo a Veroli ed era sorella alla nonna di un altro verolano Giuseppe Macciocchi Salerni. Mons. Matteo venendo a Veroli più volte, l’ultima, domenica 18 ottobre 2015 in occasione della festa della nostra Patrona, era spesso salito a Città Bianca che conosceva molto bene anche ai tempi del suo fondatore don Remigio. Va anche sottolineato che il Cardinale S.Em. Matteo Zuppi ed il nostro Vescovo Ambrogio Spreafico sono legati da amicizia per la Comunità di Sant’Egidio e proprio a Veroli presso INI Città Bianca hanno avuto modo di organizzare eventi collegati con la Comunità di Trastevere.

Chi vi scrive ha avuto modo di conoscerlo diversi anni prima ascoltandolo con piacere e dialogando con lui sul problema dei più deboli e dei poveri. Lo rivedemmo nel 2012 quando venne ricordato a Foiano don Remigio”. In quello stesso articolo aggiungemmo…’ Che ne pensa il sindaco di conferire la cittadinanza onoraria al nostro…concittadino in occasione della sua nuova venuta a Veroli, questa volta, non come semplice sacerdote o arcivescovo, ma come Cardinale? Ci pensi signor sindaco!”


Il conferimento della cittadinanza onoraria

Il sindaco insieme con il Rettore della Basilica di Santa Salome ha quindi deciso di conferire al Cardinal Zuppi la cittadinanza onoraria. L’evento avverrà durante la seduta di un Consiglio comunale straordinario sabato 9 ottobre. Nello stesso giorno il porporato presiederà alla celebrazione Eucaristica nella Basilica dedicata alla nostra Patrona. Don Matteo, così ama farsi chiamare, doveva essere in città in occasione della festa patronale nel mese di maggio. Poi la pandemia frenò l’iter sulla sua venuta che il rettore don Angelo Oddi stava preparando.


Domenica 18 ottobre 2015

Un piccolo passo indietro. Domenica 18 ottobre 2015 concelebrò nella Basilica dedicata alla Patrona Santa Salome. Veroli gli portò (ci si passi il termine) fortuna. Dopo nove giorni fu nominato arcivescovo metropolita di Bologna. Successivamente, il 5 ottobre del 2019, anche cardinale. Chissà che questa sua nuova venuta a Veroli non sia per Don Matteo un augurante…’excelsior’. Ci torna in mente e ci piace ricordare qualche sua riflessione appunto in occasione della festa ottobrina della nostra Santa Madre di Giacomo e Giovanni concelebrata con Don Giuseppe Principali, con il rettore don Angelo Oddi.


Passi della sua Omelia

<Se Madre Salome venisse oggi a Veroli troverebbe un altro Mauro?>- la domanda posta dall’allora mons. Matteo all’Omelia.
<Forse anche a Lei avrebbero chiesto le generalità oppure, se fosse o no profuga arrivata da quella terra già allora martoriata? Lei è stata accolta nella casa di Mauro, dove per diverso tempo visse dividendo il pane insieme ad altri. E Lei, quale dono, portò la parola di Gesù. Di quel Gesù cui aveva chiesto sotto la Croce, quale pia donna, di far sedere in cielo i suoi due figli, uno a destra e l’altro alla sua sinistra. Lei la donna della speranza che rivelò dopo che non aveva trovato più il corpo di Gesù nel sepolcro con in mano il vaso di aromi, che appunto Gesù era risorto. Venne a Roma e poi a Veroli raminga per cercare di rivedere suo figlio Giovanni. A Veroli alle porte del centro della città, agli Angeli, trovò una famiglia che la accolse, quale missionaria del Risorto. Oggi noi che cosa facciamo in questi tristi momenti dove le guerre scacciano via uomini, donne e bambini e che vorrebbero venire da noi, ma che spesso rifiutiamo anziché dare una mano?>.
E poi ci incuriosì un aneddoto di quando da giovane si recava con genitori ed amici al Santuario della Santissima. <Si usava il verbo…’favorisca’ quando al termine della Messa e delle preghiere ci si sedeva per mangiare un boccone dividendolo con altri, anche con chi spesso guardava perché non aveva nulla da mangiare. Ricordo che sorridendo dicevamo..’favorisca’. Oggi siamo ancora capaci di ripetere a chi soffre, a chi ha fame…’favorisca’? Madre Salome ci ha insegnato ad amare e ad annunciare la parola del Vangelo>.

Dopo la nomina cardinalizia

“Un annuncio in sintonia con il Vangelo degli ultimi”
L’arcivescovo di Bologna sorpreso dalla notizia di essere stato nominato Cardinale, mentre si trova in pellegrinaggio a Lourdes: “Preghiamo per l’unità della Chiesa”
«Non ne sapevo nulla, stavo celebrando la messa qui a Lourdes…Siamo qui con 800 pellegrini provenienti da tutta l’Emilia Romagna. La mia reazione è stata di grande sorpresa, non ne sapevo nulla. Mi è subito venuto in mente il Vangelo di oggi: “Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Sono grato a Papa Francesco per aver pensato a me e lo considero come un invito a pregare e lavorare ancora di più per l’unità della Chiesa. Poi c’è il segno del sangue, “usque ad sanguinis effusionem” e dunque la disponibilità a testimoniare fino alle estreme conseguenze il Vangelo. ESSERE CARDINALE SIGNIFICA METTERSI SEMPRE AL SERVIZIO DEGLI ALTRI ed io mi sento di ringraziare il Santo Padre per la stima e la fiducia. Credo che questa nomina sia un riconoscimento per tutta la Chiesa di Bologna e per la comunità di cui faccio parte da tantissimi anni. Sicuramente è una responsabilità grande: il cardinale è in rosso perchè deve testimoniare fino al sangue. Speriamo di essere buoni testimoni del Vangelo e continuare ad agire come ci chiede il Vangelo di oggi, che è chiarissimo: essere “ultimi nell’amore”e mettersi sempre al servizio degli altri“.

Mons. Zuppi oggi: “Ascoltiamo le grida afghane. La vita delle persone da salvare non ammette ritardi”

Ed ecco uno stralcio della sua intervista rilasciata al Resto del Carlino. Parole molto forti.
“Il governo dei talebani è il governo del terrore – è la sintesi di tre testimonianze – le donne non possono più uscire di casa da sole e non possono più lavorare né studiare, i giovani vengono picchiati e la gente non vuole più uscire di casa perché ha paura di essere arrestata. Ora che si sono impossessati anche dei media non sapremo più niente”. Ma anche S.E.Mons Zuppi teme una imminente anestesia delle coscienze. “Le immagini di chi si aggrappa agli aerei non dovrebbero farci dormire e dovremmo rimanere svegli. Ascoltiamo queste urla. Pensiamo sia possibile raggiungere la nostra sicurezza in un mondo pieno di ingiustizie, così come pensavamo di restare sani in un pianeta malato. Siamo ancora in tempo per fermare il male e portare la pace là dove c’è chi sperava di aver allontanato lo spettro della guerra e adesso lo ritrova. Basta non pensare al proprio benessere a scapito degli altri e provare a guardare le cose con gli occhi delle vittime”.La celebrazione è stata anche un momento per insistere sulla necessità di rafforzare i corridoi umanitari prima che il canale venga chiuso. “L’Europa – ha concluso il cardinale – non deve perdere tempo sul decidere che cosa fare, ma deve fare. La vita delle persone da salvare non ammette ritardi”.

Durante la celebrazione nella Basilica di Santa Salome nell’ottobre del 2015 così salutò alla fine dell’Omelia i verolani.

“Il mio è un arrivederci. Lasciatemi ringraziare don Angelo e il parroco don Giuseppe e l’amico vescovo don Ambrogio. Vi saluto amici verolani, anzi compaesani, perché mia nonna era una di voi. Presto ci rivedremo nella nostra città>. Quindi in processione per la città con il busto della Patrona dialogando con la gente che voleva salutarlo. Ed ora rimaniamo in attesa del programma che il rettore insieme con il sindaco sta predisponendo per la data del 9 ottobre.
La sua umiltà è una peculiarità difficile. Basti pensare che, quando era a Roma girava con la sua semplice utilitaria, e per questo venne soprannominato “il Bergoglio italiano” per la sua modestia e la sua attenzione ai poveri e agli ultimi. Don Matteo siamo in ansia per salutare il nostro concittadino.


Matteo Maria Zuppi


Matteo Maria Zuppi è cardinale e arcivescovo dal 27 ottobre 2015 arcivescovo metropolita di Bologna.
E’ nato l’11 ottobre 1955
Consacrato vescovo: 14 aprile 2012 dal cardinale  Agostino Vallini

Creato cardinale: 5 ottobre 2019 da  papa Francesco

Nominato vescovo: 31 gennaio 2012 da  papa Benedetto XVI

Ordinato presbitero: 9 maggio 1981 dal vescovo  Renato Spallanzani

Titolo: Cardinale presbitero di  Sant’Egidio

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.