Sergio Mignardi riconfermato presidente della Federazione italiana Hockey

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Il professore verolano venne eletto la prima volta nel 2015, ora lo sarà per il quadriennio 2021/2024, Originario di Veroli, il papà Giovanni era collaboratore della Città Bianca, è il primo dei quattro fratelli, Claudio, Massimo e Daniele

di Egidio Cerelli

Il professor Sergio Mignardi è stato confermato presidente della Federazione italiana hockey per il quadriennio 2021/2024. Lo ha deciso la29esimaAssemblea elettiva, riunita al PalaFijlkam di Ostia con una partecipazione altissima (addirittura il 99,4% degli aventi diritti al voto). Il ‘verolano doc’ ha ottenuto il 55,83% delle preferenze, mentre lo sfidante Ermanno Silvano si è fermato al 44,17%. Si chiude così il breve periodo di commissariamento affidato al segretario generale del Coni Carlo Mornati e resosi necessario dall’esito dell’assemblea elettiva dello scorso 20 settembre 2020, in cui Mignardi e Silvano non avevano raggiunto la maggioranza assoluta dei voti, fermandosi entrambi al 49,95%.
“Ringrazio tutti coloro che hanno voluto rinnovarmi la fiducia -la prima battuta dopo la conferma alla guida della Federazione italiana hockey – Oggi è importante, ma è ancora più importante lavorare per le generazioni future: tutti insieme faremo un grande hockey”. 


Gli altri eletti

L’assemblea ha inoltre scelto i rappresentanti del nuovo Consiglio federale: in quota affiliati sono stati eletti Marco Bonacini, Loredana Camporese, Carlo Corsi, Denis Faccioli, Martina Marchiori, Stefano Pagliara e Giuseppe Palmieri; Marco Grossi è il rappresentante dei tecnici, mentre per gli atleti sono stati scelti Antonio Spignolo e Roberta Lilliu. Chi scrive lo conosce da una vita: da quando papà Giovanni era economo di Città Bianca al tempo di don Remigio, con mamma Iolanda che ora risiede a due passi da quella struttura oggi diventata una Clinica e Casa di Cura di livello nazionale che si chiama INI Città Bianca.
“Sì- dice Sergio Mignardi- il babbo lo conoscevano tutti perché la Città Bianca era un punto di riferimento come collegio che ospitava i cosiddetti ‘trovatelli’ e che poi oltre che a frequentare la scuola diventavano persino operai dei laboratori di tipografia, di falegnameria e persino di meccanica. Il babbo era per davvero, come dicevo, un punto di riferimento”.
Quattro i figli: Sergio il primo, poi Claudio, Massimo e in ultimo Daniele.
“E tu – aggiunge a chi scrive – sei riuscito ad unirci tutti con le nostre famiglie quando hai consegnato a mamma, il Premio alla Memoria per il babbo. Grazie di cuore te lo dissi quella sera e credo di poterlo ripetere anche a nome dei miei fratelli adesso”.

Ha studiato al Sulpicio di Veroli


Scuole a Veroli al Giovanni Sulpicio, dove riuscì a registrare, con il salto in alto, un notevole 1,65: “E’ vero, in quel periodo non era come oggi, perché era più difficile. I miei cari professori, Stirpe e Anania, che forse vedevano in me la grande voglia di cimentarmi nella disciplina dell’atletica, mi invitarono a fare domanda per partecipare ai corsi ISEF”.
Così arrivarono i primi attestati.
“Conseguii la laurea in Scienze Motorie, oltre che in Pedagogia, con il dottorato di ricerca nella specializzazione e nella metodologia della ricerca tecnica e pratica dello sport”.
Iniziato l’insegnamento nelle scuole, arrivò poi un altro consiglio importante.
“Il prof. Stirpe mi indirizzò a partecipare ad un corso nazionale del CONI che era un vero e proprio concorso. In questo corso ottenni la specializzazione in Hockey su prato e sono stati 25 anni di specializzazione e sviluppo”.

La prima importante tappa

Di quella Federazione Sergio Mignardi è diventato nientemeno che Presidente.
“Era l’anno 2015 quando venni eletto per la prima volta dalle società, che mi confermarono nell’anno successivo e quindi il 21 febbraio scorso, per la terza volta”.
Come Gravina è il riferimento nazionale per il calcio, Mignardi lo è per l’Hockey su Prato.
“Esattamente, perché il mio ruolo oggi è di Presidente nazionale della Federazione Olimpica dell’Hockey Prato”.
La rielezione di Sergio Mignardi, che garantisce anche un posto nel nuovo consiglio nazionale CONI, significa che ha saputo svolgere bene il proprio lavoro. Con il Presidente entriamo nel dettaglio.

La prossima tappa, le Olimpiadi di Parigi


Ora il tuo primo obiettivo qual è?
“Sarei oltremodo felice di poter conquistare con la nazionale la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi del 2024”.
Il tuo rapporto con il presidente Giovanni Malagò?
“Di grande stima e fiducia reciproca ed ovviamente ne sono molto felice”
Quante sono le società che fanno parte della Federazione? “Sono oltre 160, sparse un po’ su tutte le regioni. Mancano Valle D’Aosta e Molise”.
La più prestigiosa?
“E’ la ultracentenaria società Amsicora di Cagliari, la cui squadra gioca proprio allo stadio Amsicora dopo che il calcio si è spostato in un altro impianto”.
Avete risentito anche voi degli stessi problemi delle altre discipline sportive in questo periodo di pandemia?
“Abbiamo dovuto ridurre anche noi, di molto, le nostre attività sportive delle società che fanno parte della A1, A2 e della serie B”.

Per il futuro che prevedi?
“Come dicevo prima, puntiamo alla qualificazione olimpica a Parigi 2024 e ad allargare la nostra presenza sul territorio”.

Nella nostra Regione?

Nel Lazio come siete sistemati?
“Siamo intorno alle venti società”
Ci sono giovani che si iscrivono non già alla scuola calcio ma alla scuola Hockey?
“Ne abbiamo, anche se rispetto al calcio che la TV trasmette noi abbiamo questo handicap, per cui un altro mio obiettivo è trovare un accordo in tal senso. La Rai infatti ha preferito eliminare quelle discipline sportive come la nostra e i giovani non si vedono in TV come invece accade per altri sport. Farò del tutto per trovare anche per noi una soluzione ottimale. Sono pronto a fare accordi con le TV”.
Quando tornerai a sedere sulla tua scrivania?
“Beh, credo se non alla fine di questo mese, all’inizio del prossimo”.

Per la sua Veroli ha un sogno

Domanda che sorge spontanea. Che cosa può fare Sergio Mignardi per la sua Veroli?
“Grazie per l’invito a parlare della mia città, che mi ha insegnato tanto e per cui nutro tantissimi ricordi. Non ultimo quello del Premio dedicato al mio babbo. A Veroli potremmo tentare, che ne so, con partite di qualificazione persino a livello internazionale. Mi dicevi che si sta ultimando un campo con fondo sintetico ristrutturando il vecchio Cereate. Potrebbe essere un’idea, così come il PalaCoccia o il Polivalente, che sono idonei all’uso. Ma lascia che sia io a chiederti una cosa?”
“Prego!”
“Siccome ti conosco come giornalista e come organizzatore, te la sentiresti di essere al mio fianco?”
“Non sarebbe solo un onore, ma un’offerta cui non si può dire di no. Covid permettendo”.
“L’unico problema sarebbe quello di trovare la ricettività alberghiera. Quando ci muoviamo noi sono centinaia le persone al seguito ed aggiungo anche che per Veroli, stando io nel CONI, potremmo interessare anche altre discipline sportive. Ripeto però: tu Egidio mi devi dare una mano!”
“Non una ma due caro amico. Grazie!”
“A te. E se mi permetti– conclude il riconfermato Presidente Mignardi – vorrei chiudere con quella frase che hai riportato all’inizio: “Ringrazio tutti coloro che hanno voluto rinnovarmi la fiducia. Oggi è importante, ma è ancora più importante lavorare per le generazioni future: tutti insieme faremo un grande hockey”.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.