Veroli – Il Consorzio dei panificatori messo in liquidazione

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L’ufficialità l’altra sera in Consiglio comunale confermata dall’assessore Andrea Iaboni e dallo stesso sindaco. Una lunga e dettagliata cronistoria dell’ex assessore al Commercio Luca Renzi

 
di Egidio Cerelli

Il Consorzio dei panificatori di Veroli non esiste più. E’ andato a carte quarantotto. L’assessore al Commercio Andrea Iaboni è stato costretto a liquidarlo su rihiesta degli stessi panificatori. L’ufficialità si è avuta l’altra sera durante il consiglio comunale. La discussione è scaturita da una interrogazione del neo consigliere appena insediato del M5S Gianluca Primi e successivamente anche da altri colleghi della minoranza che chiedevano appunto che fine avesse fatto una iniziativa che doveva essere invece un vero fiore all’occhiello della economia verolana che fondava le basi proprio sui forni che ‘sfornavano’ pane, dolcetti e ciammelle.

Il pane di Veroli è conosciuto dappertutto

Tutti lo vogliono: dal mare alla montagna, dalla provincia alla Capitale. I produttori verolani superavano il ventello, mettendocela tutta per venire incontro alle esigenze dei clienti… affamati ed amanti del sapore del pane verolano. Nel tempo convegni, associazioni, mostre, consorzio di incontri con tutti i panificatori verolani per discutere del problema e delle eventuali strategie di mercato ce ne sono stati. Ma come ha ricordato l’ex assessore al commercio Luca Renzi, di cui abbiamo una sua lunga dichiarazione, in un convegno specifico presso la Galleria La Catena, di panificatore ce ne era uno soltanto. Ricordo io stesso, come moderatore del convegno e con le telecamere presenti, la domanda che posi ai presenti auditori…’ ma i nostri panificatori dove sono?’ Ed è tutto dire.
Negli anni a Veroli, già con la Biennale del Ferro battuto di mostre ed esposizioni ne sono state organizzate. Persino con degustazioni in piazza. Ne venne fuori un pot-pourri di sapori, di gusti che però negli anni tale appuntamento svanì poi nel nulla. Non ci fu infatti una politica artigianale del pane se non scaturita da momentanei happening di qualche assessore, che, avendo dall’alto qualche vecchia lira, non parlavamo allora di euro, aveca cercato di spenderla per una mostra di pane. Solo ora che c’è crisi, si riparla di “pane di Veroli”.

Scomparsi anche i tanti mulini che erano sul territorio

Tra l’altro sono scomparsi sul territorio i tanti mulini che producevano farina di casa. Non si vedono peraltro sul territorio quelle lunghe distese di grano. I segni della modernizzazione si pagano a caro prezzo. Chi non ricorda quando da piccoli si andava nei campi di grano nel periodo della mietitura? Chi può dimenticare facilmente quando da giovani sotto la “trebbia” si faceva a gara nel gettare dentro la “bocca” del mezzo agricolo le gregne di grano? Oggi tutto questo si vede solo da qualche parte. Nella pianura pontina ancora sì, nelle nostre zone collinari o di montagna no! Ed è anche questo un vero peccato! Ma torniamo alla realtà che ha visto gli interventi di ‘vecchi’ amministratori che sono stati coinvolti nel tempo su questa problematica. Gli assessori Mario Coratti, Assunta Parente, Giuseppe Velocci, Luca Renzi insieme con la Pro Loco del presidente Trulli ebbero modo di proporre tanti appuntamenti sul pane.

Deco, Dop o Doc solo scuse

Mettete tutte le sigle che volete, il Consorzio decollò, ma quando si trattava di proporsi nelle piazze di panificatori ne potevi fotografare al massimo tre per volta. Ed in alcuni casi, la ciammella di cui Veroli propone anche una sagra da anni, cominciava ad essere una rarità. Chi non ricorda quando Mario Coratti dovette mettere le mani intasca per acquistare ceste di ciammelle durante un evento culturale a Veroli? E chi può dimenticar Luca Renzi che lo emulò in una sagra di saperi e Sapori in quel di Santa Croce dove un paio di ciammellari si presentarono con due ceste e poi chi si è visto s’è visto? Oggi si chiede del perché il Consorzio del Pane di Veroli non esista più. Per forza! Il consorzio è nato e strutturalmente si costituisce con i panificatori e non con l’amministrazione.

Il Comune non è un socio

L’Ente nella sua specificità offre il contributo per manifestazioni, per pubblicità ma non è un socio come invece dovrebbero essere i panificatori. Se poi al Comune arrivano cartelle di Equitalia perché il Consorzio non ha pagato canoni o quant’altro, la colpa non è certo del Comune che comunque ha saldato il quantum delle cartelle. Il sindaco ha confermato nel suo intervento questi concetti che non arrivano dalle stelle, bensì dalla triste realtà che si vive a Veroli dove invece anziché proporre il pane di Veroli si va al supermercato chiedendo… avete il pane di Tizio?, avete il pane di Caio e non si chiede…’ dammi il pane di Veroli’. Questo fatto evidenzia ancor di più la caratteristica insita in ogni panificatore di proporre la propria pagnotta e non il pane di Veroli. Con questo spirito come si faceva ad andare avanti con il consorzio?

Tante volte la RAI ha parlato del pane di Veroli

Nel 2008 a Veroli approdò grazie al nostro cuoco doc, Fabio Campoli, persino Linea Verde con Massimiliano Orsini che per due giorni registrò in Veroli forni e panificatori e finanche le vecchie ‘fornare’ che mostravano come si impastava il pane con il lievito e come veniva infornato e quindi cotto. Ricordo che anche noi con La Provincia e con TeleUniverso, con il permesso di Massimiiano Orsini giornalista Rai riuscimmo a fare diversi servizi. Le foto che propongo ne sono la testimonianza. Ed allora inutile piangere se poi gli stessi panificatori sono stati i veri ‘liquidatori’ senza portafoglio del Consorzio dei panificatori di Veroli.

Ecco che cosa dice l’ex assessore al Commercio Luca Renzi

Abbiamo sentito anche colui che durante la seduta consiliare è riuscito a proporre a tutto il consiglio la ‘story bord’ di quello che fu il Consorzio del pane di Veroli. Stiamo parlando di Luca Renzi. Questi ricoprì il ruolo di assessore al commercio nella prima consiliatura di Simone Cretaro.
“Era il 2014 e poco dopo il mio insediamento venni avvicinato da alcuni panificatori che mi chiedevano di rimettere le mani sul loro Consorzio che da tempo vegetava ed era appunto in agonia- ci dice-. Mi misi subito al lavoro anche perché ritenevo, come ora, che le nostre eccellenze escono dalla farina. Parlo del pane e della ‘ciammella’.
Ne parlai con il sindaco ed in maggioranza perché ritenevo che esistevano i presupposti per riavviare un consorzio ‘dormiente’.
Di questo ne parlasti anche con la Camera di Commercio ed anche con l’ARSIAL
“Certo, ben conscio che le nostre eccellenze erano conosciute a livello nazionale con certificazioni ad hoc. L’Arsial, tra l’altro, si impegnò a preparare le istruttorie dei nostri prodotti gastronomici per le eventuali certificazioni DOC e DOP. Per questo motivo concordammo incontri e convegni”.
Che però non sortirono gli effetti preventivati e desiderati.
“In effetti, e tu lo devi ricordare bene perché ne fosti il moderatore, ai nostri convegni venne solo un panificatore ed i presenti quando tu rilevasti tale discrepanza dissero che Veroli non meritava una simile sconfitta di immagine. E poi fui costretto ad evidenziare che il Consorzio stava andando proprio alla rovina per gli stessi panificatori”.

Convegni, mostre, eventi sono serviti a poco

Cosa questa che poi riscontrasti anche negli eventi di Saperi e Sapori.
“E’ vero! Basti pensare che riuscimmo ad avere contributi anche dalla Regione per tali specifiche manifestazioni che avrebbero dovuto riaprire il discorso della promozione delle nostre eccellenze e dare di nuovo input come Ente ai panificatori. Ti ricordi quanti ne erano i verolani con pane e ciammelle e proprio in un luogo dove questi due prodotti hanno avuto negli anni le loro origini, vale a dire al Borgo Santa Croce? Un paio e nulla più. Una volta io stesso fui costretto ad acquistare ceste di ciammelle da distribuire alla gente. Per la distribuzione dei pani e delle ciammelle mi ricordo che dovetti chiedere la collaborazione alla Pro Loco. E pensare che arrivarono espositori da tutta la Regione mentre la presenza dei nostri era estemporanea”
Questo perché?
“Non c’era unità di intenti tra loro come oggi. Basti pensare che quando chiedi il pane, che ne so, di Altamura non chiedono quello di Tizio o Caio di Altamura, mentre a Veroli se non c’è il marchio del forno specifico non si può vendere e quindi acquistare. Ma dove siamo!?”

L’Amministrazione ha fatto il massimo

Non si può allora far ricadere al colpa al Comune, mentre i panificatori dicono il contrario. Questo uno dei motivi della caduta del Consorzio.
“Il Consorzio deve avere un disciplinare di produzione unico come pane di Veroli e non come accade ora. L’amministrazione offre il suo patrocinio, i suo contributo ma non è parte integrante quale socio del Consorzio ”.
Come diceva il sindaco avete dovuto pagare diversi insoluti del Consorzio.
“Non intendo entrare in questioni economiche, che invece ha spiegato bene il sindaco, ma posso aggiungere che ospitammo a Veroli un luminare universitario delle farine. Con il professor Gandino organizzammo convegni e lezioni teoriche presso i nostri locali e sul posto attuammo anche la parte pratica che andava dalla preparazione sino alla cottura. Ma la risposta fu minima da parte dei panificatori mentre diversi furono i giovani principianti”.
Il tuo attuale omologo Andrea Iaboni è stato costretto a chiudere definitivamente la pratica Consorzio.
“Non poteva fare diversamente”.
Quando si potrà entrare in un negozio, in un supermercato e chiedere…voglio il pane di Veroli?
“Per me, per l’amministrazione e ritengo per i cittadini sarebbe l’ideale, ma non ci riusciremo con questa mentalità. Tra l’altro i primi panifici sono chiusi ed i nuovi ce la stanno mettendo tutta ma sarà molto difficile perché la mentalità del prodotto unico e di Veroli purtroppo ha chiuso i battenti”.
Per il futuro?
“So che hanno aperto alcuni nuovi panificatori. Spero abbiano vedute più lungimiranti di quelli del passato!”
E da Veroli è tutto ben consci che solo a Veroli c’è distinzione della provenienza del pane, mentre fuori chiedono… ’avete il pane di Veroli’.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.