L’INTERVISTA – Antonello Riva: lo scoprimmo con Trinchieri a Las Vegas e Kyle Hines si innamoro’ subito di Veroli

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I miei due anni a veroli sono stati eccezionali, dispiace non vedere più il Basket Veroli tra i professionisti

Con un Palacoccia così saremmo in Lega1. Un ritorno a Veroli? Se fai un galà con la maggior parte dei giocatori che sono stati a Veroli sarò al tuo fianco

di Egidio Cerelli

Antonello Riva arrivò a Veroli nel 2008. Aveva chiuso con Rieti perché si accorse che la società non aveva quella solidità necessaria per andare avanti.
“Sì, ero a Rieti come GM dopo aver appese le scarpette al chiodo, ma si navigava in brutte acque a livello finanziario. Tant’è che dopo un po’ fallì”.
Nel frattempo venisti a conoscenza che la società del presidente Zeppieri, Basket Veroli, cercava un manager con cui lavorare seriamente. “Quando venni avvicinato non ci pensai su due volte. Accettai”.
Si cominciò a fare qualche nome sul coach e tu ne proponesti due.
“Anche questo è vero. Proposi Trinchieri e De Raffaele che ora sta a Venezia”.

Con Riva arrivo’ anche Andrea Trinchieri

Si decise per Andrea Trinchieri che dimostrava di avere anche lui grandi ambizioni. “Cominciammo subito a lavorare per gettare le basi per un immediato futuro da protagonisti”.
Fu una sorta di rivoluzione per tentare la scalata alla Lega A/1 dopo aver conquistato la A/2.
“Con la società seguimmo tutti i consigli tecnici del nostro coach e non sbagliammo, perché va ricordato che si devono sempre condividere le idee dell’allenatore”.

Il primo anno fu eccezionale con Kyle Hines

“Vincemmo la Coppa Italia e ci giocammo la promozione in Lega due a Varese, con l’handicap dell’assenza forzata di Robinson. Senza il suo infortunio saremmo di sicuro saliti in Lega1”.
Con la squadra giocava tal Kyle Hines, uno sconosciuto scoperto negli USA. Come lo conosceste?
“Ci recammo negli Stati Uniti per la Summer League. Ci avevano fatto questo nome, Kyle Hines, prima ad Orlando. Era un’ala piccola e la prima impressione fu negativa anche perché impiegato lontano dall’area pitturata. Non era il suo ruolo.
Non demordemmo, seguimmo la sua seconda gara giocando questa volta vicino al canestro. La squadra non stava giocando bene. Entrò lui ed il gioco cambiò e ce ne innamorammo”.
Fu una scommessa che insieme vinceste. “Anche perché con i buoni uffici di Trinchieri avemmo notizie positive e non potendo giocare in NBA l’Europa gli stava bene ed avrebbe avuto successo”.
Tant’è che anche per la Nba Kyle era troppo basso. Che successe?
“Come ti dicevo prima la delusione per Kyle era tanta – Ma durante la Summer League di Las Vegas il suo agente , 2008, lo informa che un coach italiano lo attende al McDonals al Palms Casino Food Court. Quel coach era Andrea Trinchieri”.

Kyle spiega perché scelse Veroli

“Mentre mangiavamo entrambi cheeseburger e torta di mele- racconta l’ex centro verolano – il coach mi spiegò le grandi ambizioni della sua squadra per la stagione in corso. Parlò della bella atmosfera in città e di come mi sarei trovato bene. Parlammo per un’ora, e dopo la nostra conversazione decisi subito: chiamai il mio agente e gli dissi che volevo andare a Veroli e giocare per coach Trinchieri”.
Con Veroli sono due anni di gioie, e qualche dolore. Nella Legadue italiana Kyle non può che lasciare il segno, mettendo in fila due Coppa Italia e un titolo di mvp, ma mancando sempre la promozione.
Nella seconda annata, con Massimo Cancellieri in panchina, arriva la sconfitta nell’ultimo atto con la Dinamo Sassari.

Che grandi giocatori!

“Come si fa a dimenticare il roster con Robinson, Hines, Afik Nissim, con il trio italiano composto da Gatto, Mian e Rosselli e con altri ottimi giocatori! -risponde Riva-. La finale a Sassari andammo a giocarci la promozione in A/1 e per un millimetro non ci riuscimmo. Ricordo che avevamo al seguito, come sempre i nostri magnifici della Brigata Ciociara e non solo”
Kyle Hines torna in Italia, all’Olimpia Milano

Sette anni in Europa diventando campione per 4 volte di Eurolega. La notizia di questi giorni è che Kyle Hines è pronto ad arrivare a Milano. “Nel CSKA ha avuto come coach Messina che lo conosce bene ed ecco la sua scelta per l’Olimpia”.
Avrà con Messina il suo minutaggio sarà importante?
“Io che con Trinchieri lo scoprimmo negli States sono orgoglioso della sua carriera eurolega. Vorrei aggiungere che vederlo realizzato il grande merito è solo suo. Ha lavorato sempre in maniera profonda”.
La Ciociaria ed in particolare Veroli, ha detto il centro americano, ce l’ha nel cuore. “Se permetti, e ne sono orgoglioso, lo stesso sentimento vale anche per me”.

Ormai sono sei anni fuori dal Basket. Dopo Veroli approdasti a Caserta e quindi a Roma

Ora? “Dopo che ho notato che il Basket non garantiva più un buon lavoro, mi sono guardato intorno ed ora sono un distributore di prodotti per il benessere. Ma non si posso dimenticare i due anni di Veroli, dove il calore dei tifosi e della società era immenso”.
Con chi ti senti spesso? “Sino a qualche anno fa anche con il presidente Zeppieri. Adesso il lavoro mi porta via molto tempo e poi, se permetti, finalmente ho il tempo anche per la famiglia con i miei due nipotini, Rodolfo ed Olivia figli rispettivamente di Francesca e di Ivan”.
Non vedere più la tua Veroli in campo professionistico che effetto ti fa?
“Dispiace tanto! Come fa una grande realtà come Veroli all’avanguardia ed ammirata in tutta Italia oggi a non far parte della famiglia del Basket che vale fa veramente male. Ci sono tante società che con quella del presidente Zeppieri non avevano nemmeno i… calzini ed ora le vedi protagoniste, si fa per dire, nel professionismo”
Tanti giocatori che tu portasti a vestire la casacca giallorossa si vedono ancora su parquet importanti. “Ribadisco che ancora non posso crederci che a Veroli non esista più il basket che conta”.

Il ricordo di Franco Lauro

“Un giornalista amico che seguiva sempre la nostra Veroli non vederlo più in campo. Per me è stato sconvolgente quando di prima mattina venni a conoscenza della sua morte. Era un giornalista serio che conosceva il mestiere anche perché lui veniva dal mondo del Basket”
Mai ti è stata fatta una proposta di tornare a fare qualcosa di importante a Veroli che ora ha un palazzetto da… Eurolega ma senza una squadra
“È un vero peccato pensare che se avessimo avuto in quegli anni un impianto del genere avremmo visto Veroli non già nell’oblio ma di certo in Seri A/1”.
Da anni sto pensando ad un progetto che comunque non ho mai abbandonato. L’idea sarebbe quella di organizzare presso il nuovo Palacoccia due giorni di festa, di rentrée dei tanti giocatori che hanno indossato la casacca giallorossa. “E’ un progetto bellissimo. Ti garantisco che se riuscirai a portarlo avanti io sarò al tuo fianco. Rivedere tanti amici che per anni abbiamo condiviso soprattutto tante soddisfazioni è straordinario”.

Un saluto agli amici del Basket Veroli

Nembo Kid è sempre lui e non si smentisce
“Ho trascorso momenti di grande felicità con loro ed il mio cuore è ancora tra coloro che componevano la famosa Brigata ciociara che tanto si è distinta sulle tribune dei palazzetti italiani. Di sicuro con loro gli anni passati insieme rimarranno nel mio cuore perchè mi hanno dato tanta esperienza che ha arricchito il mio bagaglio. A tutti un forte abbraccio”.
Le vette per te sono sempre più vicine e qualcuna anche con un verolano. “Ti riferisci a Raffaele Cerelli e questo è vero. Ci sentiamo spesso ed approfitto di Tu News per salutarlo. Insieme abbiamo sfidato il Cervino oltre alle tante montagne della Ciociaria e dell’Abruzzo. E poi come non ricordare le fettuccine della mamma che erano tanto squisite”.
Come è andata con il Coronavirus?
“Noi che lavoriamo in buona parte online non abbiamo avuto problemi se non quelli che tutti gli italiani stanno ancora sopportando. Ce la faremo”.
Ed allora… arrivederci a Veroli per un gran galà del Basket nel sangue della vostra e nostra città. “Sarò al tuo fianco”.

La carriera ed i successi di Antonello Riva


Con Cantù vinse un campionato italiano nel 1981, due coppe dei campioni nel 1982 e 1983, due Coppe delle Coppe nel 1979 e nel 1981, e una coppa intercontinentale nel 1982, rimase per dodici anni, fino all’ingaggio con l’Olimpia Milano nel 1989 con cui si aggiudicò la coppa Korać nel 1993.
Nel 1994 venne ingaggiato dalla Scavolini Pesaro e, due anni dopo, dalla Pallacanestro Gorizia, dove nella stagione 1997-98 conquista la serie A1.
Nel 1998 ritornò a Cantù, dove giocò fino alla conclusione del campionato 2001-02. Il 10 aprile 2000, in occasione della partita con la Viola Reggio Calabria giocata al PalaCalafiore strappò ad Oscar Schmidt il record di punti totali segnati in Serie A, allora fissato a quota 13693.
Nell’estate del 2002 venne ingaggiato dalla Nuova Sebastiani Basket Rieti (serie B d’Eccellenza) alla cui guida c’era Tonino Zorzi, conquistando tutti gli ultimi e recenti successi della compagine laziale.
Con questa squadra conquistò la Coppa Italia di Lega e la Promozione alla LegaDue nel campionato 2003-04.
Nel campionato successivo di LegaDue (2004-05), giocò otto partite, l’ultima il 21 novembre 2004, per dare poi l’addio al basket giocato e vestire i panni del general manager della stessa NSB Rieti.
Durante la stagione in cui ha guidato il sodalizio sabino ad un passo dai play-off di A1, ha partecipato insieme a Lino Lardo al campionato UISP di Pallacanestro in seno all’Avens Basket Rieti, vincendo il girone reatino della Serie A2 ed arrivando ad un passo dalla FinalFour Regionale.
Detiene il record di punti segnati nella serie A italiana, per un totale di 14.397.
Terminata l’attività agonistica ha proseguito la sua carriera da manager sportivo. Dopo l’esperienza reatina proverà a lanciare il progetto basket in terra ciociara: a Veroli, dove prende il posto di Iannarilli conquistando due Coppa Italia e due finali per la promozione in Lega/1.
Il 29 giugno 2010 diventa il nuovo direttore sportivo della Juvecaserta, sostituendo Claudio Coldebella.
Nel luglio 2011 viene nominato general manager della Virtus Roma[4].
Il 22 giugno 2013 diventa ufficialmente il nuovo general manager del Basket Barcellona.
Nel 2014 a 52 anni è tornato in campo in un torneo Fip, disputando alcune partite del Campionato di Promozione con la maglia del Leopandrillo Cantù.
Con la maglia azzurra è sceso in campo 206 volte (nono posto assoluto nella classifica di presenze) realizzando complessivamente 3775 punti (tuttora il record di punti segnati in maglia azzurra; 930 punti più del secondo in classifica, il leggendario Dino Meneghin). Inoltre nella classifica dei migliori marcatori delle singole partite non solo è in testa, avendo realizzato 46 punti contro la Svizzera a Forlì il 29 ottobre 1987[5], ma il suo nome compare 6 volte nelle prime 10 posizioni. Il 2 agosto 2008 è campione d’Europa con la nazionale azzurra over-45 allenata da Alberto Bucci.

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Egidio Cerelli

Giornalista del quotidiano online "TuNews24.it" e del settimanale cartaceo "Tu News", inizia a collaborare con il Messaggero il 29 aprile 1973, quindi con il Corriere di Frosinone, Radio Frosinone, TeleUniverso e Itr, per le telecronache del Frosinone Calcio e del Basket Veroli. Quindi Extra Tv, Ciociaria Oggi, La Provincia Quotidiano e Tg24. Organizzatore di numerosi eventi tra cui la Biennale del Ferro Battuto, Premio Veroli con Mogol, Premio Valente con Gaetano Castelli.

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