Rifiuti, Ciacciarelli: battaglia unitaria per il territorio

Abbiamo tutti il dovere di iniziare una battaglia unitaria di territorio, contro le politiche di gestione dei rifiuti, totalmente dissennate e penalizzanti per la provincia di Frosinone, della Raggi e di Zingaretti”.

Inizia così una nota del Presidente della III Commissione consiliare “ Vigilanza sul pluralismo dell’informazione” della Regione Lazio Pasquale Ciacciarelli.

L’intervento

Per questo, i Parlamentari eletti dal territorio, i Consiglieri regionali, i Sindaci di qualunque espressione politica, le istituzioni, le parti sociali, i comitati dei cittadini, devo fare fronte comune, per impedire che i rifiuti prodotti da Roma, o da altri, giungano di nuovo in Ciociaria“.

Non ci sono le condizioni, ne strutturali, ne ambientali e tantomeno sociali, per continuare a sopportare la continua mortificazione e impoverimento della provincia di Frosinone, che ha dimostrato di essere storicamente autosufficiente, in tema di gestione dei rifiuti e del relativo smaltimento, decisi dalla Regione e dal Comune di Roma” Ha proseguito Ciacciarelli.

I due enti ed ovviamente chi li rappresenta, sono totalmente inadeguati a gestire una simile emergenza, non sanno assumere decisioni coerenti, non dialogano, non cercano soluzioni, sanno solo rimpallarsi responsabilità, che in realtà sono manifestamente di entrambi”.

Ed in questo contesto di totale confusione e indecisione, non possono rimetterci sempre i cittadini della provincia di Frosinone”.

Dobbiamo essere pronti ad ogni forma di protesta civile, per impedire un nuovo saccheggio di dignità ai danni della Ciociaria da parte di Roma. Dai ricorsi al TAR contro tutti i provvedimenti che prevedano il trasferimento dei rifiuti in provincia, dai presidi davanti alle discariche, finanche a investire del problema la Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Occorre un processo di maturazione e di responsabilità nuove, da parte di tutto il territorio e di chi lo rappresenta a vario livello, per essere uniti e per dimostrare che qui nessuno è più disposto ad accettare decisioni che mortificano la Ciociaria“.

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