Non ce l’ha fatta Carmine Sirica. Il suo cuore ha smesso di battere dopo giorni di sofferenze in un letto d’ospedale. L’uomo, infermiere di 54 anni, era rimasto ferito in modo gravissimo lo scorso lunedì 24 agosto, a causa di una violenta esplosione che aveva distrutto un appartamento all’ultimo piano di una palazzina a Cassino, in via Guado Santa Maria. Quella mattina un boato tremendo aveva spaventato l’intero quartiere, dando inizio a un vero e proprio incubo per la vittima e la sua famiglia.
L’allarme era scattato intorno alle ore 8:45 di mattina. La deflagrazione era stata così forte da far crollare il tetto della casa e da provocare danni pesantissimi a tutta la struttura della palazzina. Sul posto erano arrivati immediatamente i soccorritori: i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e le ambulanze del 118.
Dentro l’abitazione c’erano due persone, entrambe rimaste gravemente ustionate dal fuoco e dall’ondata di calore. I soccorritori le avevano tirate fuori dalle macerie per poi trasportarle d’urgenza all’ospedale Santa Scolastica di Cassino. Le loro condizioni, però, erano apparse subito disperate. Per questo motivo, i medici avevano deciso per il trasferimento immediato in elicottero al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Lì Carmine Sirica ha lottato tra la vita e la morte, ma purtroppo le ferite erano troppo gravi e l’uomo è deceduto.
Cosa ha provocato questa tragedia? Chi indaga sta seguendo una pista ben precisa: una fuga di gas. Sembra infatti che l’accensione di un semplice fornello da cucina abbia fatto da scintilla, scatenando l’inferno. Saranno comunque i controlli tecnici dei Vigili del Fuoco e gli accertamenti dei giudici a stabilire la verità. Per fare totale chiarezza sull’impianto e su cosa sia successo prima dello scoppio, la Procura di Cassino ha aperto un’inchiesta contro ignoti. Il palazzo, intanto, resta inagibile.


